Papa Francesco
Laudato si’ – Capitolo 2
«Il Vangelo della creazione»
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Papa Leone XIV ha pubblicato un Messggio per la celebrazione della
Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato
che avrà luogo il prossimo 1° settembre.
Per l'occasione sembra cosa buona rimeditare (o meditare per la prima volta) la lettera enciclica LAUDATO SI' di Papa Francesco.
Scrive Papa Leone: «L’Enciclica Laudato Sì' ha accompagnato la Chiesa Cattolica e molte persone di buona volontà per dieci anni: essa continui ad ispirarci e l’ecologia integrale sia sempre più scelta e condivisa come rotta da seguire. Così si moltiplicheranno i semi di speranza, da “custodire e coltivare” con la grazia della nostra grande e indefettibile Speranza, Cristo Risorto».
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Il Pontefice, infatti, è persuaso che “le convinzioni di fede offrano ai cristiani, e in parte anche ad altri credenti, motivazioni alte per prendersi cura della natura e dei fratelli e sorelle più fragili” (64).
E per affrontare il problema illustrato nel capitolo precedente Papa Francesco rilegge la Sacra Scrittura, offre una panoramica che proviene dalla tradizione giudaico-cristiana e richiama la "tremenda responsabilità" (90) dell'essere umano per quanto riguarda la creazione, l'intimo legame tra tutte le creature, e il fatto che "l’ambiente è un bene collettivo, patrimonio di tutta l’umanità e responsabilità di tutti" (95).
"Questi racconti suggeriscono che l’esistenza umana si basa su tre relazioni fondamentali strettamente connesse: la relazione con Dio, quella con il prossimo e quella con la terra. Secondo la Bibbia, queste tre relazioni vitali sono rotte, non solo fuori, ma anche dentro di noi. Questa rottura è il peccato" (66).
L'essere umano è responsabile di «coltivare e custodire» il giardino del mondo” (cfr Gen 2,15)" (67), sapendo che "lo scopo finale delle altre creature non siamo noi. Invece tutte avanzano, insieme a noi e attraverso di noi, verso la meta comune, che è Dio" (83).
In questa prospettiva "ogni maltrattamento verso qualsiasi creatura è contrario alla dignità umana” (92), ma "non può essere autentico un sentimento di intima unione con gli altri esseri della natura, se nello stesso tempo nel cuore non c’è tenerezza, compassione e preoccupazione per gli esseri umani" (91).
La coscienza di una comunione universale perché creati dallo stesso Padre deve farci consapevoli che “noi tutti esseri dell’universo siamo uniti da legami invisibili e formiamo una sorta di famiglia universale, una comunione sublime che ci spinge ad un rispetto sacro, amorevole e umile"(89).
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