Natale: una celebrazione senza il Festeggiato?
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Scrive il profeta Isaia: «Una cosa nuova germoglia: non ve ne accorgete?» (Is 43,19).
Si avvicinano le festività natalizie e sorge spontanea la domanda: chi nasce?
Abbiamo celebrato l’avvento che vuol dire venuta: chi viene?
Se mi guardo intorno e se ascolto le voci degli uomini e delle donne di questo tempo tremendo e stupendo non percepisco che essi stiano attendendo la venuta dell’Emmanuele: il Dio con noi.
Sta a vedere che quest’anno molti uomini e donne faranno Natale senza il Festeggiato!
Infatti sembra proprio persa la religiosità della festa del Natale. Pur con una dolorosa ferita al cuore credo che per la maggior parte dei nostri contemporanei Natale sia
- - una festa con un certo carattere familiare,
- - una festa fortemente commerciale
- - un periodo di vacanza paragonabile a qualsiasi altro.
Credo di dovermene fare una ragione: "Natale" sta diventando qualcosa di completamente diverso dal mistero inconfondibile dell'amore di Dio. L’euforia consumistica in questo momento nasconde spesso la sua dimensione cristiana.
Il nostro sistema capital-consumistico semina a larghe mani l'opposto di ciò che significa il Natale. Le feste natalizie possono essere godute senza alcun significato spirituale!
E la strategia capitalista è davvero intelligente. Non si oppone al Natale; lo integra. Il capitalismo è interessato a trarre profitto dall'umano e dal divino, da ogni cosa. Per questo sistema, per coloro che lo sostengono, Dio non è altro che una fonte di reddito.
Si tratta di conservare le parole, ma prima di svuotarle di significato. Il messaggio viene ascoltato, ma le sue richieste vengono ignorate; il Natale viene celebrato, ma non in modo cristiano, bensì commerciale. Questa operazione è estremamente redditizia per il sistema. Innanzitutto perché lo mette al servizio del guadagno economico, trasformando il Natale in una festa consumistica di prim'ordine.
La Vigilia di Natale equivale a una "buona" cena, e la gioia nasce bevendo bollicine.
La società ha una notevole capacità di integrazione, anche tra coloro che più resistono e mettono in discussione l'ordine costituito. Trasforma facilmente il Natale in festeggiamenti per il Capodanno e la Pasqua in feste primaverili.
Ma Gesù è il vero motivo della festa!
Non lasciare che il consumismo o le distrazioni ti allontanino dal tuo Signore e Salvatore.
Il vero significato del Natale non è solo regali, feste e luci. Riguarda la nascita di Gesù Cristo, il Salvatore del mondo. Cristo ha portato al mondo il dono dell'amore e della redenzione che riceviamo attraverso di Lui. Gesù chiama a vivere una vita piena di senso.
Non può esistere “Natale senza Gesù”. Se Gesù non è il centro, allora non è Natale!
Per i credenti Natale è grata memoria della nascita del Figlio di Dio, che ha scelto di essere uno di noi per mostrarci, attraverso le sue parole e la sua vita, che la strada migliore per il nostro mondo è la fraternità e l'uguaglianza, nate dall'amore e dalla giustizia come fonti da cui scaturisce una pace duratura e stabile.
È fondamentale riconoscere che il Natale è un’occasione per ricordare e celebrare l’incarnazione divina. Dio si è fatto carne e ha abitato in mezzo a noi; il Figlio di Dio è venuto in questo mondo per compiere il proposito della salvezza per l’umanità. Questo evento è centrale e fondamentale nella fede cristiana.
Sì amici, a Natale celebriamo l'amore di Dio. Dobbiamo
- meditare costantemente sul Padre che ci ha sempre amato attraverso il suo Figlio e lo manda incontro a noi;
- meditare su Gesù che condivide con noi la gloria del Figlio unigenito assumendo la condizione di Servo;
- meditare sullo Spirito Santo che è l'agente della Incarnazione e della nascita di Cristo nei nostri cuori attraverso la fede.
Quale dovrebbe essere la nostra partecipazione? Accogliere con semplicità e gioia traboccante la misericordia di Dio che ha visitato il suo popolo, ciascuno di noi, l'umanità intera. L'amore non si impone; chiede la libera risposta di quanti sono chiamati all'amicizia e all'alleanza. Per rendere possibile questo, Gesù si umilia e si presenta come fratello tra i suoi fratelli.
- Nella mangiatoia, Dio è nato per noi e dimora in ognuno di noi: è Natale.
- Nella mangiatoia, Dio si fa umile e ci incontra perché è Natale.
- Nella mangiatoia, Dio ci raduna ed è con noi nelle nostre preghiere e nei nostri impegni: perché questo è il significato del Natale.
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