Io Credo

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Il Credo è la preghiera che riassume la fede che i cattolici professano (professare significa credere e confessare). Si chiama Credo perché le preghiere spesso prendono il nome dalla parola o frase con cui iniziano. Credo è la parola iniziale di questa professione di fede.Ma conosciamo davvero quello che professiamo?
Scopriamo insieme.
Credere 
 
Credere significa avere fiducia o convinzione in qualcosa o qualcuno, spesso senza prove definitive. Credere è un atto di accettazione che coinvolge sia la mente che il cuore, basato su esperienze, intuizioni o speranze.

Quando si dice "Io credo" si intende dare per certa un a realtà anche se non la si vede. Infatti si dice io credo e non “io so”.  Sappiamo che esiste una realtà al di là di quella di questo mondo e non ci accontentiamo di credere solo a ciò che vedono i nstri occhi e toccano le nostre mani.
Se dico "Io credo" non sto solo affermando che credo che Dio esista, ma che credo che Dio sia presente e intervenga nella mia vita. Dire "Io credo" mi impegna a rispondere alla Sua presenza vivendo da credente. Significa che la mia fede determina le mie decisioni.

Quando dico "Io credo", riconosco di far parte della famiglia dei figli di Dio, che credono come me. Come dice un bellissimo inno della Liturgia delle Ore: "Ovunque vada un cristiano, non c'è solitudine ma amore, perché porta tutta la Chiesa nel suo cuore e dice sempre "noi", anche se dice "io"..."

Quando proclamo il Credo durante la Messa, insieme ad altri, so di essere tra fratelli e sorelle che condividono la mia stessa fede e, come me, si sforzano di vivere compiendo la volontà di Dio.

Quando dico " Io credo", mi distinguo da coloro che non credono nell'esistenza di Dio, da coloro che non trovano alcun significato nella loro esistenza e pensano che quando finirà, tutto sarà finito.
La mia fede salda mi rende un testimone che, attraverso le parole e le azioni, può sfidare la loro incredulità e contribuire a seminare un dubbio che inizierà a infrangerla.

 
 Credo in un solo Dio

Nel profondo di ogni essere umano c'è un'intuizione religiosa, la sensazione che il mondo che lo circonda sia governato dalla divinità, da un essere potente e superiore. E quando gli esseri umani cercano di determinare da soli come sia fatto questo essere superiore, sbagliano.

Ci sono molte religioni antiche che, essendo frutto dell'immaginazione umana, attribuivano qualità divine a cose che ne erano prive, ad esempio il sole, il mare, una mucca, o inventavano una serie di personaggi fantastici, tra l'altro con gli stessi difetti degli esseri umani, che consideravano dei.
A esempio, gli Egizi, gli Indù, i Greci, e persino i Romani che credevano in un gran numero di dei. Quindi, dobbiamo chiederci: come si è arrivati ​​alla conclusione che esistesse un solo Dio?

La risposta è che non si è trattato di una conclusione, ma di una rivelazione.
Per capirlo, considera quanto segue: se vuoi sapere qualcosa su un essere inferiore a te, ad esempio un insetto, puoi acquisire una conoscenza molto completa semplicemente osservandolo, misurandolo, sezionandolo e analizzandone le parti al microscopio.

Se vuoi sapere qualcosa su un essere come te, puoi scoprire molto semplicemente guardandolo. Se ha, come te, occhi, naso, bocca, orecchie, mani e piedi, puoi dedurre che, come te, può vedere, annusare, parlare, sentire, toccare e camminare. Certo, ci sono molte cose che non potresti dire solo guardandolo – il suo nome, la sua professione, la sua storia, per esempio – ma ti basta comunicare con lui per scoprirlo.

Ma quando si tratta di conoscere qualcosa di Dio, Essere superiore a te, invisibile, di cui non sai nulla e di cui puoi vedere solo le tracce della Sua presenza in ciò che ti circonda, non avresti la minima possibilità di conoscerLo con i tuoi mezzi limitati.

Questo è ciò che è successo ai popoli antichi: lo intuivano, ma non lo sapevano, ed è per questo che inventavano qualsiasi cosa gli venisse in mente e chiamavano qualsiasi cosa dio e cominciavano ad adorarla.
Finché Dio non si è rivelato. Questo ha fatto tutta la differenza. Ha permesso alle persone di entrare in contatto con Lui, non come lo immaginavano, ma come Lui è realmente.

Li aiutò a scoprire che le religioni politeiste erano false, che non esistevano numerosi dei e che solo uno èvero. Non era una conclusione umana, era una rivelazione divina. Infatti la nostra religione cristiana non una invenzione artificiale e umana, ma rivelata da Gesù Cristo il Figlio di Dio, storicamente esistito.

Quindi, dire "Credo in un solo Dio" esprime che accettiamo ciò che Dio ha rivelato per mezzo di Cristo: che Egli esiste e che non c'è nessun altro oltre a Lui.
Esprime anche che, con il Suo aiuto, vogliamo superare una tentazione che è sempre stata presente nella vita umana, dai tempi antichi fino ai giorni nostri: quella dell'idolatria, ossia dell'adorazione di altri dei.

Proclamare "Credo in un solo Dio" significa dichiarare pubblicamente che rifiutiamo ogni forma di idolatria e che non dobbiamo né vogliamo servire altri padroni, perché solo Dio è il nostro Signore.
 
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