Credo nello Spirito Santo
che con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato

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Dopo la sospensione in occasione delle festività natalizie
ripendiamo ora l'ultima parte della meditazione 

del Credo nicenocostantinopolitano


Fin da bambini, frequentando il Catechismo, abbiamo imparato che l’adorazione si deve solamente a Dio. Dio solo può essere adorato! Pertanto, quando nel Credo diciamo che lo Spirito Santo è “adorato e glorificato” con il Padre e il Figlio, ciò può significare solo una cosa: che, come Dio Padre e Dio Figlio, anche lo Spirito Santo è Dio e, quindi, degno della nostra adorazione e glorificazione.

 

Ma cosa significa adorare Dio?

Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma: «Adorare Dio, è riconoscerlo come Dio, come il Creatore e il Salvatore, il Signore e il Padrone di tutto ciò che esiste, l'Amore infinito e misericordioso. "Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai" ( Lc 4,8 ), dice Gesù, citando il Deuteronomio [Cf Dt 6,13 ]. ». (CCC 2096)

Adorare Dio è riconoscere, nel rispetto e nella sottomissione assoluta, il "nulla della creatura", la quale non esiste che per Dio. Adorare Dio è, come Maria nel Magnificat, lodarlo, esaltarlo e umiliare sé stessi, confessando con gratitudine che egli ha fatto grandi cose e che santo è il suo nome [Cf Lc 1,46-49].  (CCC 2097).

 

E cosa significa dare gloria a Dio?

Dare gloria a Dio significa riconoscere il suo potere e la sua grandezza, lodarlo e ringraziarlo, e farlo conoscere. La "gloria di Dio” è la manifestazione del Suo potere e della Sua grandezza.

 

Sapendo che lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio, e vedendolo rappresentato sotto forma di colomba, si potrebbe erroneamente credere che lo Spirito Santo non sia una Persona o che non abbia la stessa natura del Padre e del Figlio. Ma lo è. La Chiesa ha definito, nel Concilio di Toledo del 675, che lo Spirito Santo è uguale al Padre e al Figlio, nel senso che condividono la stessa natura divina, sono un solo Dio (cfr. CCC 253).

Il prefazio della Santa Messa della Santissima Trinità offre una splendida sintesi teologica: «Con il tuo Figlio unigenito e con lo Spirito Santo sei un solo Dio, un solo Signore, non nell'unità di una sola persona, ma nella Trinità di una sola sostanza. Quanto hai rivelato della tua gloria, noi lo crediamo, e con la stessa fede, senza differenze, lo affermiamo del tuo Figlio e dello Spirito Santo. E nel proclamare te Dio vero ed eterno, noi adoriamo la Trinità delle persone, l'unità della natura, l'uguaglianza nella maestà divina».

 

Ciò che li rende diversi è che ognuno è una Persona, con una volontà e delle caratteristiche che gli sono uniche (cfr. CCC 254).

Gesù chiese ai suoi apostoli di battezzare «nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28,19), una formula fondamentale che da allora abbiamo continuato a usare nel Battesimo e negli altri Sacramenti.

 

La diciamo anche quando facciamo il segno della croce, all'inizio e alla fine della preghiera, quando riceviamo la benedizione e in altri momenti in cui invochiamo ed esprimiamo la nostra appartenenza alla Santissima Trinità.

 

Il fatto che il Credo affermi che lo Spirito Santo “con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato” non solo riafferma la nostra certezza che lo Spirito Santo è Dio e ci invita ad adorarlo e glorificarlo, ma rallegra anche i nostri cuori facendoci sapere che abbiamo la presenza amorevole e l'intervento divino dello Spirito Santo nelle nostre vite.

 

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