Credo in Gesù Cristo
che è risuscitato secondo le Scritture
<< Torna indietro
In tutta la storia umana, c'è stata solo una persona di cui, secoli prima della nascita, era stato predetto nei dettagli come sarebbe stato concepito, dove e quando sarebbe nato, quale sarebbe stata la sua missione e persino come sarebbe stata la sua morte e cosa gli sarebbe accaduto in seguito.
E questa unica persona è Gesù di Nazaret.
Di nessun altro, prima o dopo di Lui, è stato scritto così tanto, con così largo anticipo. E soprattutto con tanto successo (cfr. Is 7,14; 9,1-6; 11,1-2; 42,1-9; 2Sam 7,12-16; Mic 5,1-2; Is 52,13-14; 53; Sal 22,8-9.16.19; 69,22; Es 12,46; Zc 12,10; Sal 16,8-11).
Profeti vissuti in secoli differenti, in luoghi differenti e lontani, senza conoscersi, furono tutti concordi nell'annunciare ciò che sarebbe accaduto a Gesù il Nazareno; e non si sbagliarono perché tutti ispirati dallo stesso Spirito Santo!
Pertanto, quando nel Credo affermiamo che Gesù Cristo è risuscitato il terzo giorno "secondo le Scritture", il riferimento è agli annunci della Risurrezione che vengono presentati nella Bibbia in tre momenti diversi:
-
La prima volta è nell'Antico Testamento, quando viene appena annunciato che un giorno ci sarà la Risurrezione (cfr 2 Mc 7,14; Is 26,19 e in Ez 37,1-14).
-
La seconda volta è quando Gesù parla della Risurrezione, sia in senso generale (cfr Mt 22,23-32), sia riferendosi alla sua (cfr Mt 16,21; 17,22-23; 20,17-19).
-
E la terza volta è quella dopo la Resurrezione. Include resoconti di ciò che accadde nella prima comunità cristiana e incorpora anche ciò che l'Antico Testamento annunciava sulla Resurrezione, interpretandolo alla luce della Resurrezione di Cristo.
È il contenuto della predicazione e degli scritti degli Apostoli, che si sono sforzati di far conoscere come ciò che era scritto nella Parola di Dio si è compiuto in Gesù (cfr At 2,22-36; 3,18-24).
Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma che «La Risurrezione di Cristo è compimento delle promesse dell'Antico Testamento e di Gesù stesso durante la sua vita terrena. L'espressione "secondo le Scritture" (1Cor 15,3-4 e Simbolo di Nicea-Costantinopoli) indica che la Risurrezione di Cristo realizzò queste predizioni.» (CCC 652).
Cristo stesso insegnò ai suoi Apostoli a interpretare in questa luce quanto era stato annunciato nell'Antico Testamento: «nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi… E aprì loro la mente all'intelligenza delle Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risusciterà dai morti il terzo giorno…» (cfr. Lc 24,44-46). Quanto scritto nella Sacra Scrittura sulla Risurrezione, in particolare i racconti che la seguono, non lascia dubbi sulla veridicità e storicità di quello che è l'evento fondamentale della nostra fede (cfr Lc 24,36-43; Gv 20,24-29).
Ancora il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma: «Il mistero della Risurrezione di Cristo è un avvenimento reale che ha avuto manifestazioni storicamente constatate, come attesta il Nuovo Testamento.» (CCC 639). E cita san Paolo, il quale afferma: «Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture 5e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici. In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. …» (1 Cor 15,3-4).
Per credere nella Resurrezione, la testimonianza più credibile e convincente, oltre a quella che può dare ogni cristiano che scopre Cristo vivo e presente nella propria vita. è quella di coloro che ne furono testimoni oculari, come riportato nelle Sacre Scritture.
© Riproduzione Riservata
Ricerca articoli
Affidati alla Parola
Argomenti