Credo in Gesù Cristo
il cui Regno non avrà fine
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"Essere come tutti gli altri" non è solitamente la migliore motivazione, ma fu quella che spinse gli anziani del popolo eletto da Dio a chiedere al profeta Samuele di nominare per loro un re (cfr. 1 Sam 8,5). Volevano essere come gli altri popoli ed essere governati da un uomo (cfr. 1 Sam 8,7).
Avvertiti degli abusi che il re avrebbe potuto commettere (cfr. 1 Sam 8,10-18), non vollero ascoltare (cfr. 1 Sam 8,20). Così Dio concesse loro dei re.
Quando adempivano alla volontà divina, compivano cose ammirevoli, ma quando seguivano i propri desideri, facevano cose riprovevoli.
Ma finalmente Dio promise che avrebbe mandato un re che avrebbe regnato come nessun altro: il suo sarebbe stato un “regno eterno e universale: regno di verità e di vita, regno di santità e di grazia, regno di giustizia, di amore e di pace” (Prefazio festa di Cristo Re); un re che non sarebbe stato sconfitto dai suoi nemici; che avrebbe regnato per sempre (cfr. 2 Sam 7,12.15-16; Dn 2,44; 7,14).
Fu così che gli israeliti attesero quel re che pensavano avrebbe assicurato il dominio su tutti i popoli. Ma aspettarono inutilmente, non perché Dio avesse infranto la Sua promessa, ma perché non riuscirono a riconoscere che il re che Egli aveva mandato loro era Gesù di Nazaret.
Un Re che non venne per conquistare con la violenza, ma con l'amore; non venne per essere servito ma per servire; non venne per sterminare i suoi nemici dalla terra, ma per perdonarli; non venne per condannare ma per salvare.
Egli venne in questo mondo, ma non ne era il re (cfr. Gv 18,36). Egli è venuto per farci conoscere il suo Regno, per invitarci ad abitarlo, costruirlo ed estenderlo. E il suo Regno non ha eguali:
I regni di questo mondo si espandono attraverso l'uso della forza, soggiogando altri popoli. Il Regno di Dio viene per conquistare i cuori, per sedurci con il suo amore e per cercare la nostra spontanea dedizione. Gesù non impone, propone. Dice: "Se qualcuno vuol seguirmi..." (Luca 9,23).
Nei regni di questo mondo trionfano coloro che tramano e mentono, coloro che salgono di grado schiacciando gli altri, coloro che calpestano i deboli. Nel Regno di Dio, invece, risplendono la verità (cfr Mt 5,37), la giustizia (cfr Mt 5,20), la misericordia (cfr Mt 5,7), la compassione (cfr Lc 6,36).
Il successo sta nel dare, non nel prendere (cfr Lc 6,38), nell'aiutare, non nel nuocere (cfr Mt 25,31-46), nel perdere la propria vita, sprecandola per gli altri (cfr Mt 16,25).
Nei regni di questo mondo si apprezzano le grandi azioni, nel Regno di Dio si apprezzano le piccole cose, il più piccolo gesto d'amore, di aiuto disinteressato (cfr. Mt 13,31-33).
Nei regni di questo mondo si cerca di ottenere titoli, di distinguersi, di essere "qualcuno"; nel Regno dei Cieli si valorizza l'umiltà, il servire gli altri, non se stessi, il diventare come un bambino (cfr Mc 10,41-45; Mt 18,1-4).
Nei regni di questo mondo, i beni materiali sono sopravvalutati e regnano avidità, lusso e spreco. Nel Regno di Dio, ciò che conta è essere, non possedere; ciò che conta è condividere, non accumulare, e accumulare tesori in cielo, non sulla terra (cfr Mt 6,19-21; Mc 10,21).
I regni di questo mondo sono temporanei. Non importa quanto un re sia buono o cattivo, prima o poi morirà e lascerà il posto al suo successore. La sua "corte" perderà i suoi privilegi. Tuttavia, il Regno di Dio è eterno; tutto il bene e la bellezza non finiranno mai!
Come affermiamo nel Credo, il Regno di Gesù Cristo “non avrà fine”. E ne Messa proclamiamo: “Tuo è il Regno, tua la potenza e la gloria nei secoli dei secoli, Signore”.
All'inizio del suo ministero, Gesù annunciò che il Regno di Dio era vicino e invitò le persone a convertirsi e a credere nel Vangelo.
Chi non desidera essere come coloro che sono governati dai re di questo mondo, ma desidera che il Signore regni nel suo cuore, accetti il suo invito: non c'è modo migliore di vivere in questo mondo che aiutare Gesù a costruire il suo Regno, e non ci sarà modo migliore di trascorrere l'eternità che goderla in compagnia del Re eterno.
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