Credo in Gesù Cristo
crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato

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Perché le fiabe di solito iniziano con "C'era una volta"?

Perché non potevano essere collocate in un tempo preciso, né tantomeno in un luogo preciso. Tutto si svolgeva in regni, paesi o foreste lontani e senza nome. Naturalmente, poiché ciò che raccontavano era pura fantasia, ogni riferimento al tempo o al luogo doveva rimanere vago.

 

Ciò che la Bibbia dice non soggiace a questo criterio. E soprattutto per quanto riguarda Gesù. I Vangeli sono ricchi di dati storici, che offrono indicazioni precise sul tempo e sul luogo in relazione a Gesù e a coloro che lo conobbero personalmente.

 

L'evangelista Luca, a esempio, specifica che «Nell'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell'Iturea e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell'Abilene, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.  Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, …» (Lc 3,1-3).

 

Più avanti, racconta come Gesù si recò sulle rive del Giordano per farsi battezzare da Giovanni. Chiarisce che Giovanni e Gesù erano contemporanei e che esercitavano autorità politica e religiosa all'epoca in cui entrambi vissero.

 

Oltre a San Luca, anche gli altri tre evangelisti, e lo stesso San Paolo e San Pietro, forniscono informazioni su Gesù che supererebbero il più rigoroso esame storico. Se gli storici considerano altamente attendibili le prove relative a un evento verificatosi in un periodo di duecento anni, quanto più possono essere considerate super affidabili le testimonianze del Nuovo Testamento, la prima delle quali fu scritta quando molte persone che avevano conosciuto Gesù e parecchi dei suoi discepoli, erano ancora in vita.

 

Che senso ha menzionare tutto questo? Nel Credo affermiamo che Gesù fu crocifisso “sotto Ponzio Pilato”, e vale la pena sottolineare che tale affermazione si basa su solide prove bibliche e non bibliche.

 

Prove bibliche


Tutti e quattro i Vangeli menzionano il fatto: Mt 27,2,11-26,32-44; Mc 15,1-15,23-27; Lc 23,1-5,13-24,33-34; Gv 18,28-19,22.

Pietro si riferì a Pilato e alla crocifissione di Gesù: cfr.  At 3,12-15; 1 Pt 2,24.
Anche Paolo cita Pilato e la crocifissione di Gesù: cfr. 1 Tm 6:13; Fil 2,8.

Testimonianze non bibliche


Flavio Giuseppe Flavio, il più famoso storico ebreo del I° secolo, scrisse:
“C'era a quel tempo un uomo saggio, Gesù, se è lecito chiamarlo uomo, perché era un taumaturgo, un tale maestro di cui gli uomini accolsero la verità che insegnava loro. Attrasse a sé molti sia tra gli ebrei che tra i gentili. Era il Cristo, e quando Pilato, su suggerimento dei capi, lo condannò alla crocifissione, coloro che lo avevano amato fin dall'inizio non lo dimenticarono, perché apparve loro di nuovo vivo il terzo giorno, esattamente come avevano predetto i profeti, e adempiendo diecimila altre cose meravigliose che lo riguardavano e che erano state predette. E la tribù dei cristiani, così chiamata a causa sua, non si è estinta fino ad oggi.”
(Antichità. XVIII.33).


Sulla Sacra Sindone, che sempre più studi scientifici indicano essere il telo che ricoprì il corpo di Gesù quando fu deposto nel sepolcro, è attestato che, come era consuetudine a quel tempo, per tenere chiuse le palpebre, sopra ciascuna di esse fu posta una moneta, un 'lepton', coniata da Ponzio Pilato tra gli anni 26 e 36.

 

A cosa ci serve sapere che Gesù fu crocifisso “sotto Ponzio Pilato”?

Aiuta ad avere la certezza assoluta che un evento così fondamentale per la nostra fede non è un mito, un'invenzione, ma è accaduto in un momento e in un luogo precisi; è una realtà, un fatto di comprovata storicità.

 

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