Credo in Gesù Cristo
che siede alla destra del Padre
<< Torna indietro
Nel Credo nicenocostantinopolitano proclamiamo che Gesù Cristo «siede alla destra del Padre» (cfr Mc 16,19). Contestualizziamo questa affermazione tenendo conto che la esprimiamo dopo aver affermato che Cristo è risorto ed è asceso al cielo. Ciò implica che non si riferisce solo al Cristo risorto, ma anche a quello glorificato.
Ci fa sapere che Colui che, per salvarci dal peccato e dalla morte, si è incarnato, rinunciando alle prerogative della sua condizione divina (cfr Fil 2,6), le ha assunte di nuovo pienamente ed è vivo e glorioso in cielo.
Dire che Gesù Cristo "siede alla destra del Padre" non è un riferimento alla "postura", come dire "sta in piedi" o "cammina", ma piuttosto un modo di dire per comprendere cosa significhi per Gesù essere in cielo.
Consideriamo questi quattro aspetti:
1. La divinità.
Al tempo dei re, chi poteva sedere accanto al trono di un re come suo pari? Solo qualcuno della sua famiglia. I sudditi rimanevano al di sotto, separati dall'altezza e dalla distanza. Dire che Gesù è “siede alla destra del Padre” è un’affermazione della sua divinità; dimostra che Cristo è uguale al Padre (cfr. Gv 10,30). Solo Dio Figlio ha il diritto di sedere alla destra di Dio Padre.
2. L’onore
Ancora oggi è considerato un onore sedersi alla destra dell'ospite durante un banchetto. Dire che Gesù Cristo è “siede alla destra del Padre” indica che egli occupa il posto di massimo onore in cielo, esprimendo che è stato glorificato dal Padre (cfr Gv 8,54).
San Paolo aiuta a comprendere che la gloria si raggiunge attraverso la croce, e riferendosi al Cristo di Nazaret scrive che sapendo che Colui che era «nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere come Dio, ma …. umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: "Gesù Cristo è Signore!", a gloria di Dio Padre.» (Fil 2,7-11).
3. Il potere
Il figlio di un re gode del suo favore, riceve privilegi di cui nessun altro gode, può disporre delle proprietà del padre, dei suoi eserciti, dei suoi tesori. Poiché tutto ciò che è del Padre è anche del Figlio (cfr Gv 17,10), dire che Gesù Cristo «siede alla destra del Padre» significa riconoscere che, come affermano san Pietro e san Paolo, Dio ha fatto sedere Gesù Cristo alla sua destra in cielo, affinché fosse al di sopra di tutti e sottomettesse a sé tutte le cose (cfr 1 Pt 3,22; Ef 1,20-22).
Il Padre gli ha dato «ogni potere in cielo e sulla terra» (Mt 28,18), e in Lui si è compiuto quanto annunciato dal salmista: «Oracolo del Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra e porrò i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi…» (Sal 110,1).
Come Dio Onnipotente, Cristo ha sconfitto i suoi avversari, ha vinto il male e la morte.
4. L’intercessione
Il figlio del re gode di vicinanza, di intimità con lui, può chiedere clemenza per qualcuno che gli ha affidato il compito di perorare la sua causa davanti al padre. Dio Figlio intercede per noi presso Dio Padre (cfr 1 Gv 2,1).
Dire che Gesù Cristo «siede alla destra del Padre» ci dà il grande conforto di sapere che possiamo sempre contare sulla sua amorevole intercessione (cfr 1 Gv 2,1; Rm 8,34).
© Riproduzione Riservata