Credo in Gesù Cristo
che di nuovo verrà nella gloria
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Nel 1700.mo anniversario del Concilio di Nicea continuiamo la nostra meditazione sul Credo.
Poche persone erano a conoscenza della prima venuta di Gesù. Sua madre, la Vergine Maria, Giuseppe suo marito, alcuni parenti, come la cugina Elisabetta, i pastori, i Magi d'Oriente, Simeone e Anna, le persone a loro vicine a cui lo raccontarono, e forse poche altre.
La sua seconda venuta sarà molto diversa.
Quando Gesù Cristo verrà alla fine dei tempi, non passerà inosservato a nessuno sull'intero pianeta. Tutti se ne accorgeranno, tutti lo vedranno. E «verrà di nuovo nello splendore della gloria, e ci chiamerà a possedere il regno promesso che ora osiamo sperare vigilanti nell’attesa.» (Prefazio di avvento).
Nel Credo affermiamo che Gesù Cristo: «di nuovo verrà nella gloria».
Ciò ci consente di avere chiarezza su almeno quattro aspetti legati alla seconda venuta di Cristo:
1. La nostra fede è riposta in Gesù Cristo, che prima di morire promise che sarebbe risorto (cfr. Mt 16,21; 17,23; 20,19), e risuscitò (cfr. Mt 28,6-7). La nostra fede è riposta in Gesù Cristo che prima di tornare in cielo dal Padre, promise che sarebbe tornato per noi (cfr. Gv 14,2-3). E noi riponiamo la nostra fiducia e la nostra speranza in quella promessa, perché Dio l'ha fatta e non mente (cfr. Tito 1,2).
Noi cristiani non solo ricordiamo e celebriamo che Gesù è venuto in questo mondo, non solo celebriamo che è rimasto invisibile tra noi, ma attendiamo il momento felice del suo ritorno, alla fine dei tempi, quando speriamo di contemplarlo faccia a faccia (cfr 1Cor 13,12; 1 Gv 3,2).
2. Colui che, alla sua prima venuta, rinunciò ai privilegi della sua condizione divina, accettò di farsi piccolo, di nascere in una mangiatoia e di essere esiliato in Egitto.
All'inizio del suo ministero, sopportò di essere tentato da Satana, criticato e interrogato.
Quando giunse la sua ora, si lasciò afferrare, interrogare, percuotere, sputare addosso, flagellare, incoronare di spine e crocifiggere.
Questa volta, verrà in un modo molto diverso: vittorioso, radioso, rendendo chiaro che è il Re dei re, il Signore dei signori.
Colui che fin dalla sua Ascensione al cielo si è manifestato a noi in modo discreto, nascosto alla nostra vista nel Pane eucaristico, in quel giorno si rivelerà a tutti, chiaramente, in tutto il suo splendore.
«Allora comparirà in cielo il segno del Figlio dell'uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria.» (Mt 24,30).
Questa volta farà ciò che non volle fare nell'Orto del Getsemani (cfr. Mt 26,53), e sarà anticipato dai «suoi angeli, con una grande tromba, ed essi raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all'altro dei cieli». (Mt 24,31).
La sua seconda venuta non passerà inosservata!
3. La seconda venuta di Cristo sarà inequivocabile e sarà vista da tutti i popoli. Con una attenzione: Gesù aveva già avvertito: «Badate che nessuno vi inganni! Molti infatti verranno nel mio nome, dicendo: "Io sono il Cristo", e trarranno molti in inganno.» (Mt 24,4-5).
E più avanti avverte: «Se qualcuno vi dirà: "Ecco, il Cristo è qui", oppure: "È là", non credeteci; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi segni e miracoli, così da ingannare, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l'ho predetto.
Se dunque vi diranno: "Ecco, è nel deserto", non andateci; "Ecco, è in casa", non credeteci. Infatti, come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo.» (Mt 24,23-27).
Quando Gesù Cristo ritornerà, non ci saranno dubbi che sarà Lui.
4. Sappiamo che Gesù Cristo verrà, ma non sappiamo quando.
Egli disse: «Quanto a quel giorno e a quell'ora, nessuno lo sa, né gli angeli del cielo né il Figlio, ma solo il Padre.» (Mt 24,36).
Quindi, poiché non sappiamo quando accadrà, ma sappiamo che ci coglierà di sorpresa, non perdiamo tempo a fare congetture, né perdiamo tempo come se Gesù Cristo dovesse tardare a tornare (cfr. Luca 21,34).
Prepariamoci al suo arrivo (cfr 1 Gv 2,28) vivendo come Lui ci ha chiesto, così che quando verrà ci troverà impegnati a compiere la sua volontà, amandoci gli uni gli altri come Lui ci ama (cfr. Gv 13,34-35).
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