Credo e aspetto la resurrezione dei morti
<< Torna indietro
Questo mondo è soggetto a fattori imponderabili che possono alterare ogni cosa. Ma questo non è il caso delle cose di Dio.
Nel Credo, dire "aspetto la risurrezione dei morti" esprime la fiducia assoluta di ricevere ciò che speriamo. Perché? Perché "l'autore della promessa è fedele" (Eb 10,23), perché Colui che ci ha promesso la risurrezione mantiene ciò che ha promesso.
1. La Parola di Dio ha annunciato la Risurrezione attraverso i profeti (cfr Is 26,19; Ez 37,1-14).
E Gesù non solo ha affermato che la Risurrezione esiste (cfr Mc 12,18-27), ma ha annunciato la sua stessa Risurrezione (cfr Mt 16,21; 17,22; 20,18-19; Mc 8,31; 9,31; 10,33-34; Lc 9,22).
Abbiamo la testimonianza attendibile di numerosi testi biblici che attestano la risurrezione di Cristo. (cfr Mt 28,9; Mc 16,9; Lc 24,4; Gv 20,24-29; At 1,1-9; 1 Ts 4,13-14; 1 Pt 1,21).
Se in archeologia uno scritto antico che narra qualcosa accaduto secoli prima è considerato altamente attendibile, quanto più attendibili sono i testi del Nuovo Testamento, scritti da testimoni oculari, contemporanei di Gesù! È importante sottolineare che fin dall'inizio del cristianesimo la predicazione si è concentrata sul fatto inconfutabile che Gesù morì e risuscitò (cfr Atti 2,22-36; 1 Cor 15).
2. Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma che «Il mistero della Risurrezione di Cristo è un avvenimento reale che ha avuto manifestazioni storicamente constatate, come attesta il Nuovo Testamento» (CCC 639). «È impossibile interpretare la Risurrezione di Cristo al di fuori dell'ordine fisico e non riconoscerla come un avvenimento storico.» (CCC 643).
«Gesù risorto stabilisce con i suoi discepoli rapporti diretti, attraverso il contatto e la condivisione del pasto. Li invita a riconoscere da ciò che egli non è un fantasma soprattutto a constatare che il corpo risuscitato con il quale si presenta a loro è il medesimo che è stato martoriato e crocifisso, poiché porta ancora i segni della passione. Questo corpo autentico e reale possiede però al tempo stesso le proprietà nuove di un corpo glorioso; esso non è più situato nello spazio e nel tempo, ma può rendersi presente a suo modo dove e quando vuole, poiché la sua umanità non può più essere trattenuta sulla terra e ormai non appartiene che al dominio divino del Padre». (CCC 645).
«La Risurrezione di Cristo non fu un ritorno alla vita terrena, come lo fu per le risurrezioni che egli aveva compiute... La Risurrezione di Cristo è essenzialmente diversa. Nel suo Corpo risuscitato egli passa dallo stato di morte ad un'altra vita al di là del tempo e dello spazio.…' (CCC 646).
Vale la pena ricordare che la Chiesa cattolica definisce come dogma di fede che: "Il terzo giorno, dopo essere morto, Cristo è risorto gloriosamente dai morti". E fin dal Concilio Lateranense IV, si stabilisce che: «risuscitò nel corpo».
3. Gesù non solo ha promesso che sarebbe risorto, ma che risusciterà anche noi (cfr Gv 6,39-40.44.54). Se ha adempiuto la prima promessa, abbiamo la certezza assoluta che adempirà anche la seconda.
Ecco perché nel Credo possiamo affermare con fiducia che aspettiamo la risurrezione dei morti.
Siamo tutti chiamati alla vita eterna. Tutti noi. Credenti e non credenti, buoni e cattivi.
© Riproduzione Riservata