Ascensione: Gesù rimane con noi fino alla fine dei tempi
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Sia il Credo Apostolico che quello di Nicea uniscono in un’unica affermazione la risurrezione di Cristo e la sua ascesa al cielo: “il terzo giorno risuscitò dai morti, salì in cielo” (credo apostolico); Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo” (credo niceno).
Celebriamo la festa dell'Ascensione di Gesù. L'opera lucana, composta dal Vangelo e dagli Atti degli Apostoli, testimonia questo evento. Il Vangelo di Luca, infatti, si conclude affermando che Gesù “veniva portato su, in cielo” (Lc 24,51), e gli Atti iniziano raccontando che Gesù “fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi”. (At 1,9).
È proprio questo brano degli Atti che viene proposto come prima lettura per la liturgia odierna. Forse l'aspetto più significativo di questo testo è la missione che Gesù affidò ai suoi discepoli: "di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra" (At 1,8).
Altrettanto significativa è la domanda posta agli apostoli da due uomini vestiti di bianco che apparvero loro e chiesero: "Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? " (Atti 1, 11). Questa domanda è un altro modo per sollecitare la missione affidata agli apostoli, i quali non avrebbero più potuto limitarsi a gioire per l'apparizione di Gesù, ma avrebbero dovuto sentirsi impegnati a portare a termine il mandato affidato a loro.
Il Vangelo di oggi, tratto dagli scritti Matteo, non narra il fatto dell'Ascensione, ma sottolinea il mandato affidato ai discepoli; un compito preciso: «Andate e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28,19).
Questo riferimento contiene diversi elementi che rivelano lo stile di Matteo. Gli undici si recarono in Galilea, sul monte indicato da Gesù. Matteo si riferisce spesso al "monte" come a quel luogo privilegiato per l'incontro con Dio. È su un monte che Gesù venne tentato (4,8). Gesù iniziò la sua predicazione su un monte (5,1), Gesù pregò su un monte (14,23), continuò a insegnare e a guarire da un monte (15,29), venne trasfigurato su un monte (17,1) e ora incontra i suoi discepoli su un monte.
Ma il Vangelo di Matteo sottolinea la novità del battesimo “battezzate nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (cfr Mt 28,19). Questa formula battesimale sarebbe diventata quella utilizzata nella Chiesa fino ai giorni nostri, mantenendo quella dimensione trinitaria che rende figli e figlie di Dio.
Gesù, inoltre. esortò i suoi discepoli di “insegnare a osservare tutto ciò che vi ho comandato" (cfr Mt 28,19). Questo è il mandato missionario per eccellenza perché la buona notizia della risurrezione di Gesù deve essere comunicata a tutti e ovunque.
Il compito, quindi, è quello di fare discepoli di tutte le nazioni. La forza per compiere questa missione viene dalla promessa di Gesù: io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (cfr Mt 28,20). Gesù non avrebbe mai abbandonato i suoi discepoli, ma assicurò che sarebbe rimasto con loro per rafforzarli nell'adempimento della missione che egli aveva affidata.
La festa dell'Ascensione invita, dunque, a rinnovare il compito missionario che il Signore ha affidato a ogni battezzato con l'incrollabile certezza della sua presenza in mezzo a noi, perché il Gesù del Vangelo di Matteo rimane con noi fino alla fine dei tempi.
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