Vivere di apparenze

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L'uomo tende a cercare ricompensa e applausi facili in questa vita. Quando questo trabocca i giusti limiti del desiderio, diventa una forma di esistenza.
E’ ciò che sta accadendo oggi, dove la cura dell'immagine, nel segno del politicamente corretto, invade tutto. La società attuale è come un grande set in cui occorre mostrare il miglior profilo a qualunque costo. La guerra delle vanità è stata installata sostenuta dalla supremazia della menzogna, oggi chiamata "postverità". Non interessa più l'onesta identità, n’è la verità dei fatti e neppure la soddisfazione del dovere compiuto. L'unica cosa importante è quella di essere sulla "cresta dell'onda" del sociale, del professionale, del politico,  prescindendo da qualsiasi riferimento etico. Per questo, se necessario, si manipola la propria realtà, si falsifica la realtà storica e si interrompe la connessione tra ragione e comportamento.
 
Con tali presupposti l'individuo è esposto a un esibizionismo sociale, incarnando in ogni momento ciò che realmente non è! Le ragioni per vivere di apparenze possono essere molte: nascondere errori, ottenere benefici economici, ricercare onori, ferire gli altri, evitare spiegazioni, ecc. Questi beni sono superficiali e sono paragonabili alla schiuma, al fumo o al sogno, poiché la vanità annulla il buon senso, allontana dal mondo reale ed è la causa principale delle corruzioni di ogni tipo.
 
Vanità e menzogne ​​diventano armi politiche ed economiche i cui effetti sono amplificati dalle nuove tecnologie. I potenti di turno, hanno fatto della menzogna una nuova cultura, dove gli esperti in "ingegneria sociale" studiano e manovrano i sentimenti delle persone, anche i più sacri. La cosa peggiore è che quando si vive di pura apparenza, si finisce per credere alle proprie stesse menzogne ​​e si resiste alla verità edificante che sempre si può presentare. Nelle parole di Papa Francesco questa è una malattia sociale: è, infatti, "l'osteoporosi dell'anima: le ossa dall'esterno sembrano buone, ma all'interno sono tutte corrose. La vanità porta all'inganno".
 
Già il saggio del Siracide disse: «Non fabbricare menzogne contro tuo fratello
e neppure qualcosa di simile contro l'amico. Non volere in nessun modo ricorrere alla menzogna, perché le sue conseguenze non sono buone».
(7,12-13). La bugia porta a scontri e rende la vita sociale impossibile. Gesù ci ha avvertito che non c'è nulla di nascosto che non venga alla luce (cfr. Lc 8,12, Mc 4,22).
Abbiamo fiducia! alla fine, prima o poi, lo "splendore della verità" illuminerà l'intelligenza e modellerà la libertà dell'uomo per costruire una società più libera, dove brilli sempre la verità che conduce alla pace.

 

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