Omelia nella 21 domenica per annum
«Volete andarvene anche voi?»

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 + Dal Vangelo secondo Giovanni 6,60-69

In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».

Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

 
Il brano evangelico di questa domenica conclude il "discorso sul pane della vita" tenuto da Gesù nella sinagoga di Cafarnao. Siamo, infatti, giunti al termine del lungo capitolo sesto di Giovanni che ha occupato la nostra meditazione per cinque settimane.
Dopo il segno della moltiplicazione dei pani Gesù:
  ha illustrato anzitutto la metafora del pane della vita che il Padre dà per mezzo del Figlio dell’uomo (vv. 25-35);
  ha sottolineato che questo pane si identifica con la sua persona di (vv. 37-40);
  alla quale posso aderire solamente quelli che Dio stesso attira a lui (vv. 41-51);
  ha concluso che il pane dato da Gesù è la sua stessa carne e il suo sangue (vv. 51-58).
 
Al termine del discorso l’evangelista Giovanni riferisce il colloquio con i discepoli (vv. 60-69). “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue …”, “Colui che mangia me …” Queste e simili espressioni usate da Gesù nel discorso di Cafarnao relativo all’Eucaristia non hanno lasciato indifferenti nessuno degli uditori. Sono state parole così “chiare e nette” che inevitabilmente hanno suscitato una reazione decisa. Per questo il tema del rifiuto e dell’incomprensione ha attraversato tutto il capitolo.
 
Tuttavia ora non sono più i capi dei giudei che lo criticano. Sono i "discepoli" che si scandalizzano delle sue parole e "vacillano". Anch’essi trovano nelle sue parole un ostacolo al loro rapporto con lui. Neppure loro sono sottratti alla fatica del credere; pure loro mormorano. E non si trattengono dall’affermare: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?... Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui».
Il nodo problematico, ma assolutamente centrale nel messaggio evangelico, era ed è la scelta di una intimità esclusiva con Dio attraverso il rapporto personale con Gesù. Lo scandalo è sempre lo stesso: mangiare di Lui, bere di Lui; com'è possibile? E tutto questo a cosa porterà? Com'è possibile che quella carne doni la vita eterna?
 
Per Gesù l'annuncio di quella intimità era il Logos, ossia la buona notizia da divulgare a tutti sino ai confini della terra. E, ovviamente, non poteva rinunciarvi. Era venuto esattamente per questo, ossia per liberare gli uomini dalla schiavitù del male e del peccato, della solitudine e della morte. Se avesse taciuto questo annuncio avrebbe tradito la missione stessa affidatagli dal Padre. Gesù non poteva rinnegare il cuore del suo Vangelo. E neppure poteva addomesticarlo. Non c'è alternativa all'esclusività di un rapporto d'amore con Dio. Ecco perché, visto l’abbandono di alcuni discepoli, non esito a domandare ai Dodici con uno sguardo tenero e deciso che dovette colpire quello sparuto gruppo e chiese loro: "Volete andarvene anche voi?".
 
Pietro prese la parola a nome di tutti e disse: "Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna". Non disse "dove", ma "da chi" andremo. Pietro, con queste sue parole, sottolineò quel rapporto di intimità con Gesù che specifica la fede del discepolo, anzi l'intera sua vita. Per loro Gesù era un punto di riferimento senza paragone alcuno; era superiore ad ogni altro maestro; solo lui aveva parole di vita: sì, di vita eterna.
Sant’Agostino in una predica ai suoi credenti ha commentato: «Vedete come Pietro, per grazia di Dio, per ispirazione dello Spirito Santo, ha capito? Perché ha capito? Perché ha creduto. Tu hai parole di vita eterna. Tu ci dai la vita eterna offrendoci il tuo corpo e il tuo sangue. E noi abbiamo creduto e conosciuto. Non dice: abbiamo conosciuto e poi creduto, ma abbiamo creduto e poi conosciuto. Abbiamo creduto per poter conoscere; se, infatti, avessimo voluto conoscere prima di credere, non saremmo riusciti né a conoscere né a credere. Che cosa abbiamo creduto e che cosa abbiamo conosciuto? Che tu sei il Cristo Figlio di Dio, cioè che tu sei la stessa vita eterna, e nella carne e nel sangue ci dai ciò che tu stesso sei» (Commento al Vangelo di Giovanni, 27, 9).
 
Cari Amici,
Anche oggi molti cristiani dubitano della loro fede. Dubitano di Dio che ha loro concesso il dono della fede. E del Messia in cui dovrebbero credere. Assomigliano a quei discepoli di Gesù che giudicarono inaccettabile il suo discorso sul pane della vita.
 
Lo Spirito chiama anche noi a riscoprire questa intimità con il Dio di Gesù. Mangiare di Lui e bere di Lui significa passare alla sequela incondizionata di una persona: Gesù Cristo. Probabilmente anche Pietro non aveva compreso in pienezza il discorso sul Pane della vita; anche lui sarà rimasto perplesso al pari degli altri. Tuttavia, illuminato dallo Spirito Santo, ha scelto di fidarsi e affidarsi alle parole del Maestro. Capisce che bisogna stare con il Maestro e riservare nella sua persona il massimo della fiducia. In questo lungo discorso Gesù ha detto ai suoi discepoli che bisogna nutrirsi di cose vere, profonde e ha smascherato le ipocrisie dei suoi ascoltatori: Non basta dirsi credenti … non basta una preghierina … non basta un’opera buona … non basta avere l’intenzione di … non basta proporsi di …. Di pie intenzioni e di buoni propositi è lastricato l’inferno …

Chi vuol seguire Gesù, entrare in intimità con lui deve mangiare la sua carne, deve fidarsi del Cielo, anche se con i piedi radicati in terra. Non è un “deve” che ci obbliga. E’ un “deve” che è una possibilità. Gesù non costringe nessuno a seguirlo. Gesù vuole essere seguito nella libertà e per amore.
"Volete andarvene anche voi?" Ecco il momento in cui ricordare tutte le parole di vita eterna udite da lui. Oggi Gesù chiede a me: Vuoi andartene anche tu? Se vuoi, vai, io non ti costringo, io non me la prendo. Se rimani, rimani per tua scelta e tua convinzione. Se vuoi andare, vai! Vuoi davvero lasciare questa fragile Chiesa che, ora più che mai, ha bisogno di discepoli fedeli, sofferenti ma fedeli, disposti a rimettere in moto l’annuncio del Vangelo che sta languendo con le nostre appassite comunità parrocchiali? Vuoi davvero metterti dalla parte di coloro che pensano che questo cristianesimo sia da abbandonare e metterti dalla parte degli illuminati che criticano senza mettersi in gioco?
 
Facciamo nostra la risposta di Pietro a mo’ di professione di fede:
  «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna». In mezzo al frastuono delle parole degli uomini, parla Lui che è la stessa parola di Dio. Tra le molte parole effimere e deboli le parole di Gesù sgorgano dalla vita senza principio e conducono alla vita senza fine.
  «E noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio». Nel mondo di oggi si stabilisce spesso un baratro tra sapere e credere, tra scienza e fede. L'apostolo di Gesù Cristo sa e crede che Gesù è il Messia. Dall’inviato di Dio proviene la possibilità della realizzazione dell'uomo e l'umano.
 
Signore da chi vuoi che andiamo? Dove altro troveremo quello che ci dai tu? Dove trovare tanta serenità, tanta verità, tanto bene, tanta luce? Dove trovare qualcosa o qualcuno che sia pari a Dio? Dove respirare l’ebbrezza di Dio? Continuiamo a nutrirci del corpo e del sangue di Cristo per essere trasformati in Lui e vivere questo nostro pellegrinaggio terreno sicuri di avere un'eternità di amore che ci attende.

Tu ci hai sedotti, Gesù. Dove vuoi che andiamo, Signore?
 
O Dio nostra salvezza,
che in Cristo tua parola eterna
ci dai la rivelazione piena del tuo amore,
guida con la luce dello Spirito
questa santa assemblea del tuo popolo,
perché nessuna parola umana ci allontani da te
unica fonte di verità e di vita.

 

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