Non più veramente divisi,
non ancora veramente uniti

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La settimana di preghiera per l'unità dei cristiani sta per concludersi. L’augurio reciproco è che tutte le comunità cristiane appartenenti a Chiese di diversa tradizione confessionale abbiano aperto il loro cuore allo Spirito di comunione e di riconciliazione e che Egli trovi cuori di tutti i battezzati vigili e docili a lasciarsi permeare dalla sua azione.
 
È lo Spirito infatti il vero e grande protagonista del movimento ecumenico e lo scopo dell'annuale settimana per l'unità è proprio quello di aprire i cuori perché affidino a Dio il cammino verso l'unità dell'unica Chiesa del Signore e sappiano innalzare anche oggi la preghiera di Gesù che invocò: "Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato" (Gv 17, 21).
 
Terminiamo questi giorni di preghiera per l'Unità dei cristiani in un comune atteggiamento di conversione, perché solo liberandoci da quello che ci separa possiamo cercare, amare, desiderare il tanto che ci unisce e comprendere nel profondo come solo insieme possiamo vivere e testimoniare l'amore di Cristo. Convertirci significa lasciarci possedere dall'amore di Cristo. Se siamo suoi avremo anche i suoi occhi, per vedere in maniera nuova e cercare quello che ancora non c'è. Il Vangelo ci invita sempre a correre il rischio dell'incontro con l'altro, così come è.
 
La settimana dell'Unità dei cristiani ci aiuta ad amare questa diversità, dentro e fuori delle nostre chiese. Farlo con gli altri ci aiuta a dialogare anche con i nostri! Solo il dialogo, che è un atteggiamento interiore, permette di amare insieme le singole parti ed anche quel tutto che è la chiesa unita, per la quale riconciliarci. L'amore di Cristo, infatti, ci spinge verso la riconciliazione, che significa anche che non possiamo e non vogliamo fare a meno degli altri. È Lui che ci riconcilia cercandoci e amandoci per primo. In questi giorni abbiamo sperimentato come siamo un'unica chiesa, pregando assieme, godendo dell'amicizia, del circondarci di stima e di attenzione.
 
Siamo a metà strada tra divisione e unità: non siamo più veramente divisi, non siamo ancora veramente uniti. In questa situazione nella quale si trova tutta la cristianità, riceviamo una spinta: l'amore di Cristo ci spinge. Non vogliamo e non possiamo fermarci a metà strada!
Prendiamo sul serio questo invito di Cristo, che ci spinge con tutto sé stesso alla riconciliazione. Lui ci lascia il desiderio della riconciliazione perché Gesù continua sempre a pregare per l'unità, perché Lui non può accettare la divisione, mai. Occorre il coraggio di mettere da parte quello che divide anche se a volte questo ci sembra ingiusto, addirittura pericoloso perché ci sembra tradire le nostre ragioni. Amiamo quell'unica ragione di Cristo che è essere "una cosa sola".
 
Sarebbe tanto bello e proficuo che le comunità parrocchiali non limitassero a questa settimana l'impegno a favore dell'ecumenismo ma perseguano anche nel corso dell’anno pastorale la preghiera perché si compia il mandato di Gesù: Ut omnes unum sint.
 
Ritengo che le nostre Comunità debbano riscoprire una permanente sensibilità ecumenica al fine di qualificare la propria iniziativa pastorale per la formazione al dialogo e alla cooperazione.
 
Lo Spirito, che abbiamo invocato in questi giorni di preghiera per l'unità dei cristiani, aiuti tutti a porre al centro della vita ecclesiale ed ecumenica delle nostre comunità soltanto Gesù Cristo "via, verità e vita". Ripartire dal Dio Unico e Padre di tutti e procedere nella sequela e nella carità del Signore Gesù è il più eloquente frutto dello Spirito che grida "Abbà" nei nostri cuori.
 
 
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