Nella festa dei santi Gioacchino e Anna il giorno dei Nonni

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 I nonni! se non esistessero bisognerebbe inventarli

Il 26 luglio la Chiesa celebra la memoria di San Gioacchino e Sant'Anna, genitori della Vergine Maria. Nel secondo secolo la tradizione incominciò a sostenere che i genitori della Vergine Maria erano stati chiamati Gioacchino e Anna, e da lì sono emerse diverse versioni in merito alla loro vita.
Senza entrare nel merito del contenuto specifico di queste tradizioni, il fatto è che in questo giorno di luglio la liturgia ricorda il padre e la madre della Madonna, due personaggi che sono stati i nonni di Gesù e che, come fedeli israeliti, attendevano il compimento delle promesse di Dio. Certamente Gioacchino e Anna hanno educato la loro figlia Maria in questa stessa speranza e hanno accolto con grande gioia la notizia che la loro figlia sarebbe stata scelta per essere la madre del Figlio di Dio.

La Festa liturgica dei Santi Gioacchino e Anna è occasione opportuna per ricordare “Il giorno dei Nonni”. Questo è un giorno che nasce dall’amore cristiano e dalla gratitudine umana. Il mostrare una attitudine e un rispetto e affetto ai nostri nonni è qualcosa di molto importante in una società che sembra sempre più considerare il produttivo, il sano, l’efficiente ecc.
 
 1. Siamo riconoscenti
 
Come non ricordare i nostri nonni? Grazie ai nostri nonni sono venuti alla vita i nostri genitori. Questa data evoca con frequenza tra i cristiani la responsabilità etica di offrire la necessaria attenzione integrale agli anziani.

Allo stato attuale, la situazione dei nonni è stata colpita dai cambiamenti che stanno avvenendo nella vita delle famiglie. Gli anziani spesso si sentono o sono considerati un peso per la famiglia, un fatto che li porta a vivere da soli o in case di riposo, con tutte le conseguenze di questa realtà. A volte, soprattutto in conseguenza a separazioni coniugali particolarmente conflittuali, si arriva addirittura a impedire ai nonni di mantenere una relazione con i nipoti. E non sono pochi i nonni che soffrono a causa di ciò.
 
Questo è un giorno nel quale dobbiamo dimostrare tutta la nostra riconoscenza, il nostro affetto, la nostra tenerezza ai nonni per far brillare la luce nei loro occhi e muovere a sorriso le loro labbra consumate dagli anni.
 
2. Riconoscenza pubblica
 
Celebrare la festa dei nonni è come un dovere di riconoscenza per la vita, per le attenzioni, le premure, per le notti insonni per le sofferenze, per i sacrifici, per lo spreco d’amore e di simpatia dei nonni verso i figli e i nipoti. In questo giorno sono loro i protagonisti. È una celebrazione doverosa e giusta anche in riferimento al quarto comandamento: “Onora il padre e la madre”.

La società attuale, pragmatista e utilitaristica, chiede che si stabilisca un riconoscimento pubblico della figura dei nonni e in particolare da parte dei nipoti verso i nonni.
 
I ricordi della nostra infanzia sono intessuti delle relazioni con questi personaggi simpatici che più di una volta abbiamo fatto piangere di emozione e di gioia.
Oggi i nostri nonni tutto si meritano con grande generosità da parte nostra.
 
3. I nonni: fattore di integrazione nella vita familiare.
 
La sociologia familiare e la sociologia religiosa ritengono i nonni un vero fattore di integrazione nella vita familiare. Essi sono veri protagonista di cambiamento nelle famiglie di oggi. I genitori, molte volte, a causa della loro professione e del loro lavoro affidano ai nonni la premura per i bambini. Essi sono in mille modi creatori di affettività, benevolenza e comprensione. L’equilibrio emotivo e la convivenza permettono di mantenere un clima di tranquillità, di pace nel focolare domestico, che favorisce la collaborazione con i genitori al fine di conseguire una certa maturità nella formazione dei nipoti. A volte i nonni permettono ai nipoti qui piccoli capricci che non hanno concesso ai propri figli. I nonni sono un vero tesoro ei cui dovrebbe beneficiare le generazioni future.
 
 4. Gesti d’amore
 
E’ sorprendente contemplare le espressioni d’amore che mostrano i nonni, ad esempio quando i nonni si recano a scuola per prendere i nipoti e riaccompagnarli a casa, quando passeggiano per il parco con essi, quando giocano con i più piccini senza alcun complesso, quando li aiutano e porgono loro il frutto della propria saggezza, quando abbracciano e baciano i nipotini con affetto incommensurabile. Anche per questo in alcuni luoghi si diche che i nonni suono “genitori due volte”
 
E i piccoli si accorgono di questi gesti di solidarietà, di premura e di amore, e rispondendo con una tenerezza indicano il loro vero apprezzamento per i nonni.
 
5. Amare e venerare i nonni, ricchi di vera saggezza
 
Sono molte le ore che i nonni trascorrono in solitudine. La solitudine è la loro maggiore povertà e ciò produce in essi la sensazione del vuoto, assai difficile da colmare
Sono tenerissime le parole che il papa emerito Benedetto ha dedicato ai nonni commentando Evangelium Vitae di Giovanni Paolo II: “I nostri nonni! La Bibbia riserva loro la qualifica di ricchi in saggezza, maestri di vita, testimoni della tradizione della fede e persone piene di rispetto verso Dio ... È importante che si conservi o si ristabilisca dove lo si abbia perduto un patto tra le generazioni, di modo che i genitori anziani, giunti al termine del proprio cammino possano trovare nei figli l’accoglienza e la solidarietà che a loro hanno dato quando sono venuti alla vita”.
 
Il libro del Levitico afferma: Alzati davanti a chi ha i capelli bianchi, onora la persona del vecchio e temi il tuo Dio. Io sono il Signore”. (Lv 19,32).
 
È davvero doveroso rispettare, venerare e amare gli anziani.