Maria Santissima Assunta
Ianua caeli

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Il 1° novembre 1950 il papa Pio XII proclamò il dogma della Assunzione della Vergine Maria al Cielo.  Nella Chiesa ortodossa e tradizionalmente nella Chiesa cattolica di rito bizantino, tale solennità è denominata Dormizione di Maria.
Personalmente ero troppo piccolo per poter captare l’importanza dell’ultimo dogma che ha proclamato la Chiesa cattolica; tuttavia da allora ho potuto notare e osservare con grande gaudio come la comunità cristiana abbia celebrato e celebri questa solennità mariana, anche perché la mia chiesa parrocchiale è dedicata proprio alla Assunzione di Maria al Cielo. Ricordo la festa del paese con il concorso di tutto il popolo; gioia che continuava anche dopo le solenni celebrazioni liturgiche con le cosiddette feste campestri o di montagna. Il periodo estivo – il classico ferragosto – contribuisce a creare allegria.
 
In effetti, quando Pio XII proclamò il dogma, era già un costume secolare onorare la Vergine nella sua esaltazione al Cielo in corpo e anima una volta che si erano compiuti i giorni della sua vita terrena. Il quarto mistero glorioso del Rosario testimonia la fede della Chiesa e del popolo cristiano che ha sempre visto nelle parole dell’Apocalisse la figura eccelsa di Maria assunta alla gloria del paradiso: “Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle”.
 
In agosto, nelle nostre latitudini, è frequente contemplare “una pioggia di stelle”  in una notte serena (classica la notte di San Lorenzo e dintorni!). Maria ci invia dal Cielo una “pioggia di grazie” ogni volta che la invochiamo.
Il mistero della sua Assunzione al Cielo è strettamente collegata con la sua divina maternità e il suo ruolo di corredentrice. Al riguardo il Concilio Vaticano II ha parole bellissime e singolari: “La beata Vergine, predestinata fino dall'eternità, all'interno del disegno d'incarnazione del Verbo, per essere la madre di Dio, per disposizione della divina Provvidenza fu su questa terra l'alma madre del divino Redentore, generosamente associata alla sua opera a un titolo assolutamente unico, e umile ancella del Signore, concependo Cristo, generandolo, nutrendolo, presentandolo al Padre nel tempio, soffrendo col Figlio suo morente in croce, ella cooperò in modo tutto speciale all'opera del Salvatore, coll'obbedienza, la fede, la speranza e l'ardente carità, per restaurare la vita soprannaturale delle anime. Per questo ella è diventata per noi madre nell'ordine della grazia”. (LG 61)
 
E’ per me fonte di gaudio spirituale e di fierezza filiale constare quanto il nostro popolo sia devoto della Madonna! Molte volte sorrido quando vedo entrare in chiesa qualcuno che “corre” dalla Vergine Santa, senza neppure … salutare “il Padrone di casa”. Ma sono convinto che il Figlio non si dispiacerà nel vedere la buona gente correre dalla Sua Mamma. Anche perché sa che compito della Madre è proprio quello di ricondurre i figli a Lui; ad Iesum per Mariam!
 
Approfittiamo in questi giorni di vacanza di visitare la Madre celeste in qualche suo Santuario.
Dal suo trono in Cielo Lei ci contempla e ci viene in aiuto mentre la invochiamo con i numerosi titoli che la pietà mariana Le ha attribuito: basta pensare ai titoli con cui La invochiamo nelle Litanie lauretanee. Lei è la “Ianua Caeli”, la “Porta del Cielo” al quale è stata assunta in corpo e anima per prepararci, insieme a Suo Figlio, un posto per sempre, dove sarà gioia senza fine.