Lettera a un sacerdote

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Ho sempre visto nel sacerdote un altro Gesù.
So con certezza e per fede che Gesù è in te, amico sacerdote.
E’ per questo che i sacerdoti contano molto me.
E’ per questo che si deve amarli e rispettarli.
 
Qualche tempo fa ti ho osservato mentre celebravi la Messa e mi sono reso conto che sei un sacerdote differente. L’ho notato da un particolare molto significativo: da come pronunciavi il nome “Gesù”. Pronunciavi il suo nome con molta tenerezza e rispetto, e piegavi il capo: Gesù!
 
Con quanta devozione hai preso tra le tue mani il pane e il vino
per consacrarli nel corpo e nel sangue di Cristo!
Hai elevato l’Ostia e l’hai tenuta alzata per un tempo che a me è parso eterno. Un silenzio grande inondò il tempio.
Era come se avessi perso la nozione del tempo.
Gesù e tu ... in un raccoglimento adorante.
Poi l’Eucarestia continuò.
Terminata la messa me ne andai con nel cuore la gioia di aver incontrato Gesù nell’Eucarestia e Gesù in te, amico sacerdote.
 
Sono tornato l’anno successivo.
Ti ho rivisto celebrare; ma ho compreso subito che il patos non era lo stesso.
 
Suppongo che non sia facile essere sacerdote.
Abbiamo tutti bisogno di quando in quando di una parola di conforto, qualcuno con cui confidarsi e raccontare i propri problemi e le proprie preoccupazioni. Sapere che qualcuno è disposto ad ascoltarci.
E tu devi avere fede sufficiente per avere la certezza che Gesù ti accompagna, ti guida e ti ascolta.
 
A volte Gesù sembra così lontano ...
Un santo era solito avvicinarsi al tabernacolo, bussare alla porticina e chiedere: “Gesù, ci sei”?
 
Anche la tua omelia è stata differente. Non trasmettevi quell’emozione che avevo riscontrato precedentemente in ogni tua parola.
E’ per questo che ti scrivo amico sacerdote.
Per chiederti di tornare a parlarci con lo stesso fuoco, con la stessa gioia che sgorgava dalla tua speranza.
 
Siamo assetati di Dio. E abbiamo bisogno che tu ci parli di Lui.
Abbiamo bisogno che tu ci proponga delle verità anche attraverso semplici fatti della vita che possiamo agevolmente ricordare e che siano di sostegno al nostro cammino verso Dio.
 
Desideriamo che tu recuperi la tua speranza, la tua gioia, il tuo coraggio. Abbiamo bisogno di te!
Oltre la tua umanità tu hai qualcosa di sacro. Per questo le persone confidano molto del sacerdote. E le tue parole non cadono nel vuoto.
 
Sii generoso.
Orientaci tutti i giorni a Gesù; per questo tuo ministero non potremo mai esserti grati a sufficienza.
Ascoltaci quando abbiamo dei problemi; consigliaci, tendici una mano amica. E aiutaci a essere come Gesù ha chiesto che siamo.
 
Grazie, amico, per essere sacerdote!
Che Dio ti benedica
 

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