La vita comincia, ma non finisce mai

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Novembre non dovremmo ricordarlo come il mese dei morti, ma come il mese dei viventi perché la vita comincia, ma non finisce mai. Cambia solo il modo in cui si vive. Nulla scompare, niente torna al nulla.

L'idea di immortalità e l’ansia di vivere per sempre attraversa tutta la storia del genere umano. Risponde alla più profonda aspirazione di ogni essere vivente, anche quelli che sono vittime di disgrazie, che soffrono l’indigenza, l'ingiustizia e i mali di questo mondo.

 

L'idea di immortalità e della vita dopo questa vita attraversa tutta la Bibbia e in Gesù Cristo acquista la sua piena realizzazione che si manifesta in due dimensioni:

1. La dimensione immanente o l'impegno in favore della vita in questo mondo perché ogni essere umano possa vivere e vivere con dignità. Tutto il ministero pubblico di Gesù è stato anche quello di migliorare le condizioni di vita di tutte le persone che incontrava o che ricorrevano a lui, curando i malati, confortando i tristi, difendendo i deboli, nutrendo gli affamati, liberando gli oppressi. Lo stesso giovane Rabbi di Nazareth ha dichiarato i motivi della sua missione: «Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza» (Gv 10,10).


2. La dimensione trascendente che apre l'orizzonte a una vita in pienezza e definitiva  migliore e più felice di quella che si vive in questo mondo. A volte Gesù esprime tale concetto simbolicamente mediante il paragone con una grande cena, oppure con un tesoro che arreca gioia a chi lo trova, o con l’immagine di un banchetto di nozze.

A volte, invece, Gesù parla esplicitamente della vita eterna:

·   Giovanni 3,16 «Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna».

 ·  Giovanni 3,36 «Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio incombe su di lui».

 ·  Giovanni 5,24 - «Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita».

 
Ma Gesù parlò anche esplicitamente della risurrezione, come in:

·    Giovanni 11, 25: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno».

 ·  Giovanni 5, 28-29: «Verrà l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno: quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna».

 ·   Luca 14,12-14: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i ricchi vicini, perché anch'essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando dai un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».


Gesù stesso più volte annunciò che sarebbe stato perseguitato e messo a morte; ma aggiunse sempre esplicitamente che sarebbe risorto:

 

·   Matteo 17,22: «Mentre si trovavano insieme in Galilea, Gesù disse loro: «Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato nelle mani degli uomini».

·   Matteo 20, 18-19:  «Il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai sommi sacerdoti e agli scribi, che lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché sia schernito e flagellato e crocifisso; ma il terzo giorno risusciterà».

·   Marco 9,31: «Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma una volta ucciso, dopo tre giorni, risusciterà».

·   Luca 18,32-33:  «Sarà consegnato ai pagani, schernito, oltraggiato, coperto di sputi 33 e, dopo averlo flagellato, lo uccideranno e il terzo giorno risorgerà».


Così la morte non divide la vita in due metà, ma è il passaggio da una riva all’altra della vita. Si tratta della stessa e unica vita. Gesù desidera la vita per tutti e per sempre, non solo qui ma per sempre.

Pertanto, siamo qui a lottare per la vita, una vita la più piena e gratificante possibile per tutti e per tutta la creazione, come insegna l’apostolo Paolo: «La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio;  essa infatti è stata sottomessa alla caducità - non per suo volere, ma per volere di colui che l'ha sottomessa - e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio». (Rm 8, 19-21)

E l’apostolo Giovanni nell'Apocalisse scrive: «Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra … Udii una gran voce dal trono, che diceva: «Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro, essi saranno suoi popoli e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio. Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate». E colui che siede sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose». (Ap 21, 1-5)