La visita al cimitero

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Durante il mese di novembre si è soliti intensificare le nostre visite al cimitero e sostare sulla tomba dove riposano i nostri cari. Non dobbiamo dimenticare che nell'originale greco, la parola cimitero significa "dormitorio". Nei nostri cimiteri, infatti, seppelliamo coloro che "si sono addormentati nel Signore."
 
Non possiamo ignorare l'importanza di questa opera di misericordia che ci sospinge a dare una degna sepoltura al cadavere dei defunti. A ben pensarci questa opera di misericordia ci fa riscoprire e proclamare il senso di umano e religioso della sepoltura. In essa si riconosce la dignità della persona. E richiama alla mente la vocazione dell’uomo a partecipare alla vita eterna con Dio. Cosicché, seppellendo i morti si celebra un atto di gratitudine e una professione della fede.
 
Inoltre, per i credenti, seppellire i morti con dignità può e deve essere un gesto profetico. Sappiamo che il profeta annuncia, denuncia e rinuncia. Bene: con questo gesto
      Annunciamo il trionfo della vita sulla morte.
      Denunciamo la manipolazione della vita e della morte.
      Rinunciamo a usare il lusso e lo sfarzo del funerale per uno scopo che in nessun modo riflette la grandezza della vita umana.
Inoltre, questa opera di misericordia ci aiuta ad acquisire una coscienza più lucida della unicità e della dignità di ogni persona, indipendentemente dalle sue condizioni e attributi. E può portare a evitare la tentazione di politicizzare la morte e i funerali. O la abituale tendenza a trasformarli in uno spettacolo in più in una società marcata dal segno dei consumi e della frivolezza.
Infine, è doveroso considerare che i funerali cristiani devono essere un momento importante per dare testimonianza della fede nella risurrezione e un'occasione privilegiata per annunciare, celebrare e servire il "Vangelo della Vita". Il funerale, cioè, deve essere visto e programmato come un segno della speranza cristiana. Una speranza che va oltre gli obiettivi immediati dell’interesse o dell’apparenza.
 
In questa celebrazione i parenti e gli amici della persona defunta hanno l'opportunità unica per vivere e annunciare il Vangelo. In realtà, essi possono dare testimonianza della loro fede nella risurrezione, della loro speranza nel Signore risorto e del loro amore per la persona che è morta.
Naturalmente, questa testimonianza non può essere ridotta al giorno del funerale. La sepoltura dei nostri morti deve essere un ricordo di quella testimonianza di fede. E la visita al cimitero dove essi riposano può essere un'occasione per rinnovare l'impegno della nostra speranza.