La Pasqua fiorita

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In certi posti la Pasqua si chiama anche “Pasqua fiorita. Lo ha ricordato Papa Francesco motivando che fiorisce il Cristo risorto, il fiore nuovo, fiorisce la nostra giustificazione, fiorisce la santità della Chiesa, per questo tanti fiori: è la nostra gioia”.

È bello e opportuno rivivere con calma e serenità a tutto ciò che abbiamo vissuto in intensità nel corso delle ultime settimane.

Abbiamo celebrato la Settimana Santa; poi siamo entrati pienamente nel periodo pasquale, che proseguirà per cinquanta giorni fino alla Pentecoste. La madre Chiesa ci ha ricorda il dovere di ricevere la Santa Eucaristia almeno in questo periodo dell’anno, come ricorda il terzo precetto della Chiesa: “comunicarsi almeno a Pasqua". Lo abbiamo fatto – o abbiamo ancora tempo per farlo fino a Pentecoste - dopo aver rispettato ancora il terzo precetto della Chiesa che ricorda il dovere di "confessarsi almeno una volta all'anno”.


Il tempo di Pasqua, il tempo della Pasqua fiorita, è tempo caratterizzato dalla gioia. Dopo i rigori della Quaresima e della Settimana Santa che hanno avuto la loro espressione cromatica nel colore viola della liturgia di quelle settimane, il colore bianco lo sostituirà durante i prossimi cinquanta giorni di Pasqua fino alla solennità di Pentecoste, quando il tempo pasquale si concluderà e riprenderà il tempo per annum.


La liturgia della Chiesa ha espresso tutto il suo gaudio nella Veglia pasquale con il canto dell’Alleluia, del Gloria, con il suono gioioso delle campane, dopo che avevano taciuto per qualche giorno in attesa di sciogliersi per annunciare la Resurrezione di Cristo. Ma come non ricordare il canto dell’annuncio pasquale della notte di Pasqua? L’Exultet è carico di accenti gioiosi e ha invitato i cristiani a esultare per la vittoria di Cristo sulla morte, a godere della nuova luce che dissipa le tenebre, a gioire per la libertà recuperata. La gioia è il tema sul quale, torna ripetutamente la liturgia della Chiesa.

Il Prefazio della Messa di Pasqua è una vera e propria "effusione della gioia pasquale" e chiede che la celebrazione dei santi misteri riempia il popolo cristiano di gioia e di "essere una fonte di gioia infinita." La Chiesa non si stanca di chiedere che la gioia che proviamo per la risurrezione di Cristo "ci sostenga durante la vita presente e ci assicuri la gioia eterna".


La vittoria di Cristo risorto sul peccato e sulla morte determina che la gioia è una caratteristica della vita cristiana e cristiana. È significativo che due dei documenti più importanti di Papa Francesco parlino di gioia già nel titolo: La gioia del Vangelo e La gioia dell’amore. Il primo di questi è sicuramente il documento programmatico del suo pontificato. Orbene: oltre al riferimento alla gioia nel titolo, il documento inizia con queste parole significative: "La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia.

 

Chi incontra veramente Dio che viene incontro nel suo figlio Gesù Cristo, chi in questo incontro si lascia guarire dalla sua potenza ed è libero dal peccato, non può fare a meno di essere invaso dalla gioia della salvezza e superare la radice della tristezza, il vuoto e l’isolamento. "Il Dio che allieta la nostra giovinezza” riempie completamente il nostro cuore e la sua compagnia elimina la solitudine e l’isolamento e trasforma la propria tristezza in gioia.

 

È un solido convincimento quello del Papa, che, all'inizio del suo programma stabilisce una sorta di principio dal quale nasce tutta la vita cristiana: Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia”. La vita umana non sarà mai un'angosciosa e triste assurdità: con la Risurrezione di Cristo acquista tutto il suo significato o la recupera se fosse stato perduto.


Ma non dobbiamo dimenticare che la gioia cristiana ha le sue radici nella Croce di Cristo, sulla quale il Signore è stato elevato da terra e dalla quale attira tutte le cose a sé. La croce fu il primo momento dell'esaltazione di Cristo che culminò con la sua risurrezione e l'ascensione al cielo.

Senza la morte non c'è Resurrezione. La nostra salvezza in Cristo è l'unico fondamento sicuro e permanente della nostra gioia sulla terra e di quella che attendiamo in cielo se su questa terra saremo stati fedeli a Dio e all’uomo.

 

Cristo è risorto Alleluia, alleluia!

Cristo è veramente risorto, Alleluia, alleluia!


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