La Domenica della Parola di Dio

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Papa Francesco ha istituito la Domenica della Parola di Dio, nella III domenica del tempo ordinario. Nella Lettera apostolica Aperuit Illis di indizione della giornata il Santo Padre Francesco fa riferimento al dialogo del Risorto con i due discepoli che «erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus» (Lc 24,13). A costoro Gesù spiegò «in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui», e  «aprì loro la mente all'intelligenza delle Scritture» (Lc 24,27.45).
 
L’intendimento del Sommo Pontefice Francesco è quello di far comprendere che la Sacra Scrittura è di vitale importanza per un cristiano per conoscere, amare e seguire Gesù Cristo e per ascoltare il costante dialogo di Dio con tutti i suoi figli. Questo dialogo è un tesoro inesauribile che dobbiamo sapere ascoltare nelle sue molte sfumature e colori che sono sempre infiniti. Pertanto, ciò che Dio vuole dire sarà meglio compreso e più pienamente se lo ascolteremo nella comunione della Chiesa. La Sacra Scrittura, letta in un ascolto e comprensione comunitari, deve accompagnarci nel cammino della fede, nel cammino dello sviluppo responsabile e umile della nostra vita cristiana. In ogni epoca, momento e situazione, la Parola di Dio ci crea, ci abbellisce, ci nutre, ci modella nella vita in Cristo. In definitiva, ci rende felici, perché sono «beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano(Lc 11,28). Ecco perché, scrive papa Francesco: «non venga mai a mancare nella vita del nostro popolo questo rapporto decisivo con la Parola viva che il Signore non si stanca mai di rivolgere alla sua Sposa, perché possa crescere nell’amore e nella testimonianza di fede». (2)
 
Ciò che è veramente importante è che il popolo cristiano sta gradualmente prendendo possesso di ciò che è patrimonio di tutti. È un diritto e, ovviamente, un dovere essere in grado di ascoltare la Parola di Dio, comprenderla e riconoscersi in essa in modo che porti frutti abbondanti in noi. Ecco perché dovremmo fare del nostro meglio per ritrovarci in comunità e per trovare nella Parola il pane di vita nuova di cui tutti abbiamo bisogno.
 
Le comunità non dovrebbero presumere mai che il servizio di promozione dell'ascolto della Parola abbia fatto il suo tempo e perciò dovrebbe essere sufficiente. Questo servizio deve essere offerto in modo permanente nelle sue differenti forme e livelli:
. corsi di iniziazione per neofiti,
. settimane o corsi biblici di iniziazione alla lettura della Parola;
. la lectio divina per chiunque voglia pregare e meditare con la Parola;
. raccomandare la lettura personale o comunitaria della Parola di Dio.

È il modo migliore perché la Sacra Scrittura abbia la preminenza che merita, quella di occupare il posto centrale che gli corrisponde nella vita liturgica, specialmente nell'Eucaristia e nei sacramenti e in tutta l'attività pastorale della Chiesa. È necessario ed essenziale evidenziare la posizione centrale della Parola di Dio, «non in giustapposizione con altre forme della pastorale, ma come animazione biblica dell’intera pastorale». (Verbum Domini 73). Si tratta di tutto quel lavoro svolto attorno alla Sacra Scrittura, la sua lettura, l’interpretazione, la celebrazione e l’esperienza affinché «nella parola di Dio poi è insita tanta efficacia e potenza, da essere sostegno e vigore della Chiesa, e per i figli della Chiesa la forza della loro fede, il nutrimento dell'anima, la sorgente pura e perenne della vita spirituale»  (DV 21).
 
Qualcuno potrebbe chiedersi, legittimamente, perché tanto zelo per la sacra Scrittura. Risponde con nitida chiarezza e vigore San Girolamo: «L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo» (In Is., Prologo: PL 24,17). Ne deriva un fatto incontrovertibile: la Sacra Scrittura e la fede sono in relazione diretta l'una con l'altra. La fede viene dall'ascolto e l'ascolto è centrato sulla Parola di Cristo. «La fede dipende dalla predicazione e la predicazione a sua volta si attua per la parola di Cristo» (Rm 10,17). Non vi è quindi alcuna possibilità di stabilire una relazione personale con Gesù Cristo se non ascoltando la Sua Parola, sia nell'azione liturgica, che nella preghiera, che nella riflessione personale.
 
Se siamo d'accordo con ciò che è stato detto, dobbiamo sentirci tutti impegnati in una pastorale biblica che sia adeguata e progressiva e soprattutto nutrire acuto e profondo il desiderio di un contatto personale, intimo e diretto con la Sacra Scrittura. Senza la Scrittura, non si rafforza una fede personale, solida e esigente in ogni situazione che incontriamo nella vita. Tutto tutte le nostre azioni debbono essere ispirate dalla Parola di Dio, la fonte e la luce della nostra fede e vita cristiana.
 
Nessuno dimentichi che qualsiasi azione della Chiesa deve trovare la sua ispirazione nella vita buona del Vangelo.
Senza la Parola di Dio è impossibile che il sogno di una autentica vita cristiana ed ecclesiale sia mantenuto attivo nella sua illusione, nella sua audacia, nel suo impegno.
 

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