Inizia la Quaresima

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La Quaresima inizia con il Mercoledì delle Ceneri. Quest'anno la Settimana Santa e la Pasqua cadranno piuttosto tardi. Il primo Concilio di Nicea (anno 325) stabilì che la solennità della Pasqua di Resurrezione sarebbe stata celebrata nella domenica seguente il primo plenilunio (luna piena) di primavera, che quest'anno fissa al 21 aprile la grande festa della risurrezione del Signore. A motivo del plenilunio di primavera, la data della Pasqua è compresa tra il 22 marzo e il 25 aprile.

Sembra schioccante il rapido e brusco passaggio dal carnevale alle Ceneri.
Sì. La Quaresima è il tempo liturgico che prepara alla grande festa della Pasqua, e il carnevale è emerso quasi come reazione contro la penitenza alla quale la Chiesa invitava per preparare corpo e anima alla morte e alla risurrezione di Signore.
 
La data centrale del calendario liturgico è la Pasqua del Signore. Ogni anno celebriamo solennemente celebriamo l'evento centrale della vita di Cristo: la sua passione, morte e risurrezione che portiamo nella nostra memoria  in ogni celebrazione eucaristica. Celebreremo poi per cinquanta giorni il tempo pasquale, al quale ci prepariamo per quaranta giorni proprio con il tempo della Quaresima.
La Quaresima è la via, la Pasqua è l'obiettivo. Non siamo chiamati a rimanere lungo la strada, ma a raggiungere l'obiettivo. La notte di Pasqua è la fine della cammino, l'annuncio della vittoria di Cristo sul peccato.
 
Tempo di conversione, quindi!  Non c'è vera esistenza cristiana senza conversione; è la chiamata che il Signore ci fa all'inizio del suo Vangelo: "Convertitevi e credete al Vangelo". La conversione deve essere una realtà permanente nella vita del cristiano; non diventa uno dei momenti della vita cristiana, ma deve essere un itinerario costantemente, quotidiano. La conversione fa parte della dinamica di crescita della propria esperienza di fede al fine di sintonizzare le corde della mia vita per poter cantare la nuova canzone di un'esistenza creata per la lode del Signore nella pratica dell'amore.
La Quaresima, come momento propizio di conversione, è l'opportunità che Dio mi offre per ricominciare daccapo.
 
Per questo itinerario penitenziale la Chiesa ha sempre proposto come mezzo per vivere la Quaresima alcune linee guida per chi vuole compiere un mini-catecumenato, cammino che conduce al rinnovamento del battesimo nella notte di Pasqua. Il rinnovamento a cui conduce la conversione è un vero rinnovamento del nostro battesimo. E' l'occasione per riscoprire il dono ricevuto dall'acqua e dallo Spirito e che ci ha fatto un figli di Dio, ci ha configurato con Cristo, facendoci eredi della gloria e membra del suo Corpo che è la Chiesa. Dobbiamo scoprire, o riscoprire, il dono di Dio in noi e gioire di esso. Essere cristiani è qualcosa di grande e di bello; è sentire l'amore per il quale siamo stati creato e al quale siamo destinati; è sentirsi amati sperimentando che ognuno è importante perché è importante per Dio. Essere cristiano significa riempire il cuore in modo tale da aver bisogno di dirlo, in modo tale che gli altri sappiano e possano sperimentare questa stessa gioia che è la gioia della salvezza.
 
La Chiesa ha sempre proposto come mezzo per vivere la Quaresima, la preghiera, il digiuno e l'elemosina.
 
Una preghiera più abbondante e fatta meglio. In breve, ci rivolgiamo a Dio per la conversione della nostra vita e riceviamo da lui le luci che motivano il nostro modo di vivere. La preghiera è come il respiro dell'anima. Se non c'è preghiera, non c'è vita di relazione con Dio. La Chiesa come una buona madre ricorda e insiste che torniamo a Dio intensificando la nostra relazione con lui, revisionando il nostro modo di pregare. Ci invita  a una lenta e orante lettura della Parola di Dio; alla partecipazione più assidua ai sacramenti sopratutto della penitenza e della eucaristia. A pregare il rosario come preghiera contemplativa dei misteri della vita di Cristo.
 
In questo cammino penitenziale, un'altra linea guida è il digiuno. Digiunare significa privarsi di qualcosa per essere più disponibili con Dio e nel servire il nostro prossimo. Ci sono molte cose che accumuliamo e impediscono un agile cammino. Dobbiamo spogliarci di ciò che rallenta il nostro passo! Il vero digiuno dal cibo, al fine di condividere con chi non ha nemmeno nulla o assai poco. Digiuno dalle comodità, in modo da non lasciarsi trasportare dalla pigrizia e dall'accidia. Digiuno dai diversivi in modo che lo spirito non si rilassi. Il digiuno implica penitenza, sacrificio, privazione. Ecco perché la Chiesa prescrive di digiunare con l'indicazione di invitarci soprattutto a privarci di tutto ciò che ci ostacola nel nostro andare incontro al Signore che mi cerca e desidera incontrarsi con me. E’m necessario un bagaglio leggero per percorrere la strada dell'amore verso Dio e verso il prossimo.
 
E il terzo elemento del modello quaresimale è l'elemosina, la misericordia, la generosità con gli altri. Se ci rivolgiamo a Dio in spirito e verità e ci priviamo di ciò che ci ostacola, apriamo anche i nostri cuori (e le nostre tasche) agli altri in diversificate forme di servizio. La Quaresima è tempo di uscire per incontrare i più bisognosi, e ci sono così tante necessità intorno a noi e nel nostro mondo! Questo potremmo tradurlo con il condividere con i poveri il nostro tempo, le nostre qualità, i nostri soldi e prolungare, così, la misericordia di Dio, che è un bene per tutti, specialmente per i più deboli.

Preghiera, digiuno, elemosina. È il tripode della Quaresima. A cui vogliamo aggiungere più tempo:
-        alla meditazione costante della Parola di Dio;
-    alla partecipazione consapevole della celebrazione dell'Eucaristia,  attualizzazione del sacrificio redentore di Cristo;
-     al sacramento della penitenza, tempo per sperimentare che la misericordia di Dio è più forte del peccato e della morte;
-     alla pratica della carità, comunitaria e individuale anche attraverso le opere di misericordia corporale e spirituale.
 
Entriamo pienamente e  prontamente in questo tempo! Dio ci sorprenderà con la sua grazia e potremo giungere, rinnovati, alla Pasqua del Signore pienezza e mistero di salvezza.
 
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