Davanti a un nuovo anno

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Fra qualche ora inizierà un nuovo anno. Tutti conosciamo il rituale il rituale: cene rumorose, bicchieri di champagne, oroscopi e presagi di felicità. Come davvero credere a questa bugia ripetuta più e più volte auspicando e sognando "anno nuovo, vita nuova". L’anno nuovo è incontrovertibile; ma la vita non cambierà di molto, nulla sarà molto diverso e rinnovato.
Anche perché, a essere sinceri, generalmente il nuovo non piace. Ciò che è nuovo è sconosciuto, ci disturba, non lo possiamo controllare. Il nuovo è qualcosa di intatto, di inedito, pieno di possibilità, ma che conosceremo solo dopo il loro accadimento. Ci rassicurano di più i percorsi di viaggio conosciuti e sperimentati. Sono più sicuri. Tuttavia, all’inizio dell’anno desideriamo augurarci qualcosa di buono e di bello … a prescindere. In fondo in fondo tutti intuiamo che siamo nati per vivere qualcosa di più grande, di più pieno, di più vero di ciò che lasciamo nell’anno precedente.
 
Uno dei princìpi cardine della vita cristiana è che "Dio comincia sempre di nuovo." Con lui nulla è definitivamente perduto. In lui tutto è inizio e rinnovamento. Per dirla in maniera semplice: Dio non si lascia scoraggiare dalla nostra mediocrità. La forza rinnovatrice del suo perdono e della sua grazia è più vigorosa dei nostri errori e del nostro peccato. Con lui tutto può ricominciare.

Pertanto, è bene iniziare l'anno con la volontà di rinnovamento. Ogni anno di vita che ci viene offerto è un tempo aperto a nuove possibilità, un tempo di grazia e di salvezza in cui siamo invitati a vivere in un modo nuovo. Pertanto, è importante chiedersi:
 
      Che cosa spero dal nuovo anno? Sarà un anno dedicato a "fare cose", risolvere problemi, accumulare tensione, nervosismo e sbalzi d'umore, o sarà un anno in cui apprendere a vivere in maniera più umana?
 
      Che cosa vorrò davvero da quest'anno? A che cosa dedicherò il tempo più prezioso e importante? Sarà, ancora una volta, un anno vuoto, superficiale e di routine o un anno in cui amare la vita con gioia e gratitudine?
 
      Che tempo riserverò al riposo, al silenzio, alla preghiera, all'incontro con Dio? Sarò disposto ad alimentare la mia vita interiore o vivrò in modo agitato, in attività permanente, correndo da una occupazione all'altra, senza sapere esattamente quello che voglio né perché o per che cosa vivere?
 
      Che tempo dedicherò per godere l’intimità della famiglia, il rapporto di autentico amore con il partner, la gioia di trascorre un tempo quantitativamente maggiore e qualitativamente migliore con i figli? Oppure cercherò distrazioni e soddisfazioni fuori di casa rifugiandomi e soddisfacendo il mio egoismo?
 
      Con chi mi incontrerò nell’anno novo? A quali persone mi avvicinerò? Trasmetterò a esse gioia, voglia di vivere, speranza, o le contagerò con lo scoraggiamento, la tristezza e la disillusione? Dove passerò, saprò disseminare una vita colma di gioia e più sopportabile, oppure la renderò dura e dolorosa?
 
      Vivrò quest'anno preoccupato solo per il mio benessere o mi impegnerò anche per rendere felici gli altri? Mi rinchiuderò nel mio vecchio egoismo di sempre, o vivrò in modo creativo, cercando di costruire intorno a me un mondo più umano e vivibile?
 
      Continuerò a vivere voltando le spalle a Dio o mi impegnerò a credere che Egli è il mio migliore Amico? Starò in silenzio davanti a Lui senza aprire né le mie labbra né il mio cuore, o sgorgherà dall’intimo del mio cuore una invocazione umile ma sincera?
 
Sarà un anno davvero nuovo se faremo più posto a Dio nella nostra vita, se impareremo a pensare in modo diverso, con più fiducia e meno paura. Se avremo il coraggio di pregare non solo con le formule apprese nella nostra infanzia, ma con le parole che sgorgheranno spontanee dal nostro cuore.
Nella liturgia della prima giornata dell'anno si ricorda una davvero bella benedizione ebraica che recita così:
"Ti benedica il Signore e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”. (Num 6, 24-26).
 
Questa benedizione di Dio sarà nuova ogni giorno.
E Dio sarà la vera novità dell'anno.