Corpus Domini
E ora, ogni domenica celebriamo il memoriale dell’Ultima Cena

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La chiesa ha celebrato la festa del Corpo e Sangue di Cristo. Queste due parole fanno immediatamente pensare all'Eucarestia: ed è così. L’occasione è molto propizia per riflettere sulla celebrazione delle nostre Messe domenicali. Il Concilio Vaticano II ha ricordato che l'Eucaristia è «fonte e culmine di tutta la vita cristiana» (LG 1).
Nel raccontare l'ultima cena di Gesù con i suoi discepoli le prime generazioni cristiane hanno ricordato il desiderio espresso solennemente dal suo Maestro: "Fate questo in memoria di me". Così lo riferiscono l'evangelista Luca e l’apostolo Paolo. Fin dalla sua istituzione la Cena del Signore è stata celebrata dai cristiani per fare memoria di Gesù, attualizzare la sua presenza viva in mezzo a noi, alimentare la nostra fede in lui, nel suo messaggio e nella sua vita donata per noi fino alla morte. Cosicché la celebrazione del Sacrificio della croce e della Santa Cena diventa memoriale della nuova ed eterna Alleanza. Personalmente preferisco parlare di "memoriale", poiché "fare memoria"  è ricordare solo passivamente, mentre "memoriale" è fare avvenire ciò che sta dietro questa memoria. È far vivere. Il luogo del memoriale diventa un luogo di impegno.
 
È interessante notare come il Catechismo della Chiesa Cattolica definisce il sacramento della Eucarestia: (CCC 1328-1332)
Eucaristia, perché è rendimento di grazie a Dio.
Cena del Signore, perché si tratta della Cena che il Signore ha consumato con i suoi discepoli la vigilia della sua passione
Frazione del pane: da questo gesto i discepoli lo hanno riconosciuto dopo la sua risurrezione Assemblea eucaristica in quanto l'Eucaristia viene celebrata nell'assemblea dei fedeli
Memoriale della passione e della risurrezione del Signore.
Santo sacrificio, perché attualizza l'unico sacrificio di Cristo Salvatore e comprende anche l'offerta della Chiesa.
Santa e divina liturgia, perché tutta la liturgia della Chiesa trova il suo centro e la sua più densa espressione nella celebrazione di questo sacramento;
Comunione, perché, mediante questo sacramento, ci uniamo a Cristo, il quale ci rende partecipi del suo Corpo e del suo Sangue per formare un solo corpo;
Santa Messa, perché la liturgia si conclude con l'invio dei fedeli («missio»).
 
Tuttavia per celebrare l’Eucarestia domenicale non basta seguire le norme liturgiche prescritte o pronunciare le parole del rito. Non basta cantare, farsi il segno della croce o scambiarsi un gesto di pace al momento giusto. È molto facile assistere alla Messa e non celebrarla nel cuore; udire le letture proclamate e non ascoltare la voce di Dio; fare la comunione anche in modo lodevole e pio senza fare la comunione con Cristo; scambiarsi la pace senza riconciliarsi con nessuno.
 
Ricordiamo quattro momenti significativi nella struttura della Santa Messa.
 
L’ascoltando del Vangelo. Facciamo memoria di Gesù quando attraverso la proclamazione del Vangelo facciamo memoria dei racconti della sua vita e del suo messaggio. I quattro Vangeli sono stati scritti proprio per conservare la memoria di Gesù e alimentare la fede e diventare suoi discepoli.
È necessario ascoltare attentamente dall'intimo e con gioia la Parola di Dio e, nello specifico, il vangelo di Gesù. Durante la settimana abbiamo guardato la televisione, abbiamo ascoltato la radio e abbiamo letto i giornali. Viviamo storditi da ogni tipo di messaggio: voci, rumori, notizie, informazioni e pubblicità. Abbiamo bisogno di sentire una voce diversa per guarire noi dall'interno. È un sollievo sentire le parole dirette e semplici di Gesù. Portano verità alla nostra vita. Ci liberano dagli incanni, dalle paure e dall'egoismo che ci fanno male. Le parole di Gesù ci insegnano a vivere in modo più semplice e dignitoso la nostra condizione cristiana, con più senso e speranza. È una grande fortuna compiere il percorso della vita orientati ogni domenica luce del Vangelo
Dai racconti evangelici non apprendiamo solamente la dottrina, ma, soprattutto, il modo di essere e di agire di Gesù che deve ispirare e modellare la nostra vita. Quindi dobbiamo ascoltarlo in un atteggiamento di sequela di discepoli che vogliono imparare a pensare, a sentire, ad amare e a vivere come lui.
 
Il memoriale della Cena. La preghiera eucaristica costituisce il momento centrale della celebrazione del sacrificio della messa. Non possiamo distrarci. "In alto i nostri cuori” … “Rendiamo grazie al Signore nostro Dio”. È cosa buona e giusto, nostro dovere e fonte di salvezza rendere grazie a Dio per il dono della vita, per l'intera creazione, per il dono che è Gesù Cristo stesso. La vita non è solo il lavoro, sforzo e agitazione. È anche celebrazione, ringraziamento e lode a Dio. È un respiro, un momento sereno: ci si riunisce ogni domenica, pasqua settimanale, per sperimentare la vita come dono e rendere grazie al Creatore.
Ma soprattutto nella santa Messa celebriamo veramente – anche se in maniera incruenta - l'azione salvifica di Gesù ascoltando con fede le parole da lui pronunciate nell’Ultima Cena: "Questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi ... Questo è il calice del mio sangue … versato per voi e per tutti in remissione dei peccati ... Fate questo in memoria di me”. In questo momento così solenne come singoli e come comunità siamo chiamati a confessare la fede in Gesù Cristo attraverso una mirabile sintesi del mistero della nostra salvezza: "Cristo è venuto, Cristo e nato, Cristo ha sofferto, Cristo è morto. Cristo è risorto! Cristo verrà.". Noi siamo salvati da Cristo nostro Signore.
 
La preghiera di Gesù. Prima di ricevere la comunione diciamo la preghiera che Gesù ci ha insegnato. In primo luogo ci identifichiamo con i tre grandi desideri che il Maestro e Signore aveva nel suo cuore: il rispetto assoluto per Dio, la venuta del suo Regno di giustizia e il compimento della volontà del Padre. Poi, facciamo nostre le sue quattro domande al Padre: pane per tutti, il perdono e la misericordia, il superamento della tentazione e la liberazione dal male.
 
La comunione con Gesù. Ci avviciniamo come poveri, con la mano tesa, a prendere il pane della vita; ci comunichiamo compiendo un grande atto di fede; accogliamo in silenzio Gesù nel nostro cuore e nella nostra vita: "Signore, voglio vivere in comunione con te, seguire le tue orme, vivere animato da tuo Spirito e collaborare con il tuo progetto di rendere un mondo più umano".
La comunione con Cristo è decisiva. È tempo di accogliere Gesù nella nostra vita per viverlo in noi, per identificarci con lui e lasciarci lavorare, consolare e rafforzare il suo Spirito.
 
Tutto questo non lo viviamo chiusi nel nostro piccolo mondo; lo celebriamo in assemblea; lo celebriamo nel tempio che raccoglie la Chiesa. Cantiamo insieme il Padre nostro sentendoci fratelli di tutti. E chiediamo che a nessuno manchi né il pane, né il perdono. Ci scambiamo la pace e la cerchiamo per tutti.
 
Ogni domenica nella celebrazione della Eucarestia, Sacrificio della Croce, Banchetto, Cena e Mensa eucaristica ci è concesso questo grande dono.
 

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