Corpus Domini, storia e attualità della processione

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Domenica la Chiesa cattolica celebrerà la solennità del Corpo e del Sangue del Signore. Papa Francesco farà memoria liturgica del Corpus Domini celebrando l'Eucarestia, quest'anno in "periferia": a Ostia.
Il popolo cristiano nutre una sensibilità specialissima per tutto ciò che riguarda la Vergine Santissima e l’Eucarestia. La festa del Corpus Domini è un caso tipico di devozione popolare: specialmente la processione. In effetti, quando il Papa Urbano IV stabilì detta festa tenne conto della convenienza di additare al popolo fedele la necessità di tributare il culto di adorazione a Cristo Signore presente nell’Eucarestia anche oltre la celebrazione del divin sacrificio della Messa.

 

Ciò spiega come in seguito alla bolla Transiturus, il popolo iniziò con speciale fervore a celebrare con entusiasmo e devozione la festa del Corpus Domini. All’inizio lo fece solamente con la partecipazione alla solenne santa Messa. In un secondo momento con la partecipazione corale e festosa alla processione. La prima celebrazione della processione ebbe luogo a Colonia. In seguito si estese alla Francia, all’Italia e all’Inghilterra. Nei primi anni la Processione fu molto semplice: si prendeva la pisside dal Tabernacolo e la si portava lungo le vie del borgo tra i canti e le preghiere del popolo fedele.

A poco a poco l’arte sacra produsse gli ostensori che consentivano di contemplare l’Ostia Consacrata al suo passaggio. Il popolo vibrava di santa commozione. Via via gli elementi e gli ornamenti andarono aumentando assumendo e comprendendo elementi culturali e allegorici delle realtà locali con le quali esprimere la partecipazione e la vicinanza del popolo al Santissimo Sacramento. Apparve così il baldacchino, l’Arca dell’Alleanza, gli stendardi, ecc.

 

La Processione del Corpus Domini soffrì una forte battuta d’arresto con la Riforma Protestante che negò la sua legittimità, adducendo come scusante che era idolatrico adorare l’Eucarestia fuori della Santa Messa. Il Concilio di Trento ratificò la legittimità del culto eucaristico e dichiarò che era cosa buona e giusta recare l’Eucarestia in processione in talune circostanze. Questa disposizione fece subito il giro del mondo ed ebbe in tutte le città e i villaggi una forte eco e la festa del Corpus Domini con relativa processione divenne caratteristica liturgica ricca di espressioni cultuali. In questo momento, dopo alti e bassi degli ultimi decenni, la Solennità del Corpo e del Sangue del Signore sta recuperando terreno e devozione.

 

Disse  l’amato Papa emerito Benedetto XVI che «la maggior povertà» del nostro tempo è la mancanza di Dio. Maggiore della grave crisi economica che molti Paesi dell’antico Continente sta soffrendo. Per questo, avvicinare l’uomo contemporaneo all’Eucarestia – prolungamento sacramentale della incarnazione e della presenza viva e reale del Risorto – è fargli un immenso dono. E la Chiesa non ha timore e non esita a fare all’uomo del nostro tempo questo regalo! Non è la pietà o la religiosità popolare il pericolo che ci sovrasta, bensì il secolarismo e l’ateismo, o comunque l’indifferenza religiosa.
Papa Francesco nell'omelia della Messa del Corpo e Sangue del Signore dello scorso anno ha avuto parole decise e chiare al riguardo. Ha detto il Papa: "Se ci guardiamo attorno, ci accorgiamo che ci sono tante offerte di cibo che non vengono dal Signore e che apparentemente soddisfano di più. Alcuni si nutrono con il denaro, altri con il successo e la vanità, altri con il potere e l’orgoglio. Ma il cibo che ci nutre veramente e che ci sazia è soltanto quello che ci dà il Signore! Il cibo che ci offre il Signore è diverso dagli altri, e forse non ci sembra così gustoso come certe vivande che ci offre il mondo. Allora sogniamo altri pasti, come gli ebrei nel deserto, i quali rimpiangevano la carne e le cipolle che mangiavano in Egitto, ma dimenticavano che quei pasti li mangiavano alla tavola della schiavitù. Essi, in quei momenti di tentazione, avevano memoria, ma una memoria malata, una memoria selettiva, una memoria schiava, non libera. Ognuno di noi, oggi, può domandarsi: e io? Dove voglio mangiare? A quale tavola voglio nutrirmi? Alla tavola del Signore? O sogno di mangiare cibi gustosi, ma nella schiavitù? Ognuno di noi può domandarsi: Qual è la mia memoria? Quella del Signore che mi salva, o quella dell’aglio e delle cipolle della schiavitù? Con quale memoria io sazio la mia anima?"

 

E d’altra parte le anime eucaristiche sono sempre state le anime più generose e caritatevoli e coloro che hanno realizzato azioni sociali di grande trascendenza: scuole, università, mense per gli operai, ospedali e dispensari, e molto altro ancora...

E non potrebbe essere diversamente! Poiché dal Cristo eucaristico si passa con naturalezza ed efficacia al Cristo mistico, al Cristo presente nel povero, nel bisognoso, nel più piccolo, nel peccatore ...


La processione del Corpus Domini è uno splendido atto di pubblico a Cristo presente nell’Eucarestia e, insieme, un’azione di grazie a Dio per un così immenso dono. Si tratta di una processione che transita lungo le strade adorne di fiori che, lasciato per un congruo spazio di tempo il traffico e l’attività di commercio si convertono in “luogo sacro” in onore di Cristo Gesù, il Re dei Re, il Signore dei Signori.

I canti e le preghiere sono indirizzate al Santissimo Sacramento.
Vengono in mente i canti tradizionali e sempre cari:
“Inni e canti sciogliamo, o fedeli,
al Divino Eucaristico Re!”

Oppure:
T'adoriam Ostia divina,
t'adoriam Ostia d'amor,
Tu degli Angeli il sospiro,
Tu dell'uomo sei l'onor”.

Oppure con melodia più recente:
“Pane della vita, Sangue di salvezza,
Vero corpo, vera bevanda
Cibo di grazia per il mondo”.

Sì le vie e le piazze sono trasformate in un “palazzo reale”, il palazzo del Re dei re, poiché riconosciamo che nell’Osta Sacra, Dio è qui!
Per qualche tempo il centro dei nostri paesi e città è come una “grande chiesa” dove i fedeli stretti attorno all’ostensorio lodano, benedicono, adorano, ringraziano. Lo ricordate ancora? “Sia lodato e ringraziato ogni momento, il Santissimo e divinissimo Sacramento!”

Lo splendore del Corpus Domini nei nostri paesi e nelle nostre città è frutto di una simbiosi tra fede, tradizione culturale, amore a Dio e alla terra.
E’ la festa del Corpus Domini! Venite adoratori, adoriamo Cristo Redentore.

Portiamo dunque il Cristo Eucarestia lungo le nostre strade, ma altresì cibiamoci noi dell’Eucarestia per diventare ostensori sulle strade del nostro tempo e diventare pane spezzato, carità e amore fraterno ogni giorno.


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