Come leggere la Bibbia?

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Sono molti coloro che chiedono: come si legge la Sacra Scrittura?
Non è certamente una domanda facile da esaurire in poche righe.
Solo qualche accenno.
Non si può dimenticare la Biblia vuol dire libri. La Sacra Scrittura, infatti, è una raccolta di 72 libri adunati in un solo volume. In esso è contenuta la Rivelazione di Dio agli uomini.
 
L’Autore della Bibbia è Dio che ha “ispirato” circa 40 scrittori vissuti fra il 15° secolo a.C. e il 1° secolo dell'era cristiana, i quali ci hanno trasmesso, in ebraico e in greco, il messaggio di Dio all'umanità. Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma: “Dio ha ispirato gli autori umani dei Libri Sacri” (CCC 106).
L’Apostolo Pietro ha scritto: «Non è dalla volontà dell'uomo che venne mai alcuna profezia, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo» (2 Pt 1,21).
 
Ognuno di questi Libri forma un unicum, una parte essenziale dell’insieme, quasi un anello della stessa catena.
Di ciò occorre tener conto nella lettura della Sacra Scrittura.
 
Per iniziare
 
Non voglio insegnare nulla a nessuno: desidero solo condividere ciò che un giorno è stato detto a me.
1. Prima di aprire il Libro Sacro è indispensabile chiedere a Dio luce e sapienza attraverso l’invocazione dello Spirito Santo. Signore «Aprimi gli occhi perché io veda le meraviglie della tua legge». (Sal 118,18) Attraverso la lettura della Parola Dio vuol aprire un dialogo con la creatura. Egli desidera parlare agli uomini come ad amici e donare i tesori della sua grazia.
2. Non è necessario leggere molte pagine: sono sufficienti pochi versetti.
3. Meglio iniziare dal Vangelo di Marco. E’ il vangelo del discepolato. Marco non fu apostolo, ma fu discepolo di Paolo prima e poi di Pietro e soprattutto dalla predicazione di quest'ultimo raccolse i dati storici per stendere il suo Vangelo. Nel Vangelo si trova sia quello che Gesù ha detto e fatto, sia quello che gli Apostoli alla luce della Sua risurrezione e della Pentecoste hanno trasmesso, sia, infine, il lavoro di redazione compiuto dagli evangelisti che, secondo la situazione delle varie comunità cristiane, sceglievano all'interno dell'annuncio, gli elementi che ritenevano più utili alla diffusione della fede, senza però alterare il messaggio di Cristo
4. Quando dalla lettura si è colpiti o confortati da un pensiero, vale la pena fermarsi e sostare un po’ in meditazione e proiettare l’insegnamento recepito nella vita personale o familiare o sociale. Si tratta di integrare nella vita la proposta di salvezza della Scrittura.
5. In tal modo sarà gradualmente possibile assimilare il messaggio della Parola di Dio. Essa diventerà lampada per i nostri passi, luce sul nostro cammino.
 
Credere la Parola
6. Non bisogna scoraggiarci se non si riesce a comprendere tutto e subito il messaggio della Salvezza. stupirti se non riesci a comprendere subito tutto il messaggio della Salvezza. Sarebbe, se mai, sorprendente il contrario. Sarà utile farsi aiutare anche attraverso il prezioso commento che alcune Bibbie riferiscono a pié di pagina.
7. La Parola di Dio va accostata nella fede non con l’animo della sfida razionale o culturale. L'Autore del Libro Sacro è Dio; per cui la sapienza dell'uomo non deve elevarsi orgogliosamente contro la sapienza di Dio.
8. Occorre guardarsi dall’ostacolare l'opera della Rivelazione in noi. Per salire su una scala, si fa uno scalino per volta. Bisogna fare lo stesso con la Parola di Dio. La lettura della Bibbia effettuata con semplicità e fede illuminerà la nostra vita a poco a poco di una luce che si farà ogni giorno più chiara.
 
Per una retta interpretazione
 
Mi sembra opportuno portare a conoscenza del lettore quanto il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma a proposito del nostro tema.
 
109. Nella Sacra Scrittura, Dio parla all'uomo alla maniera umana. Per una retta interpretazione della Scrittura, bisogna dunque ricercare con attenzione che cosa gli agiografi hanno veramente voluto affermare e che cosa è piaciuto a Dio manifestare con le loro parole [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 12].
 
110. Per comprendere l'intenzione degli autori sacri, si deve tener conto delle condizioni del loro tempo e della loro cultura, dei “generi letterari” allora in uso, dei modi di intendere, di esprimersi, di raccontare, consueti nella loro epoca.
Secondo un'antica tradizione, si possono distinguere due sensi della Scrittura: il senso letterale e quello spirituale, suddiviso quest'ultimo in senso allegorico, morale e anagogico.
 
116. Il senso letterale. È quello significato dalle parole della Scrittura e trovato attraverso l'esegesi che segue le regole della retta interpretazione.
Il senso spirituale. Data l'unità del disegno di Dio, non soltanto il testo della Scrittura, ma anche le realtà e gli avvenimenti di cui parla possono essere dei segni.
Il senso allegorico. Possiamo giungere ad una comprensione più profonda degli avvenimenti se riconosciamo il loro significato in Cristo; così, la traversata del Mar Rosso è un segno della vittoria di Cristo, e quindi del Battesimo [1Cor 10,2].
Il senso morale. Gli avvenimenti narrati nella Scrittura possono condurci ad agire rettamente. Sono stati scritti “per ammonimento nostro” (1Cor 10,11) [Eb 3-4,11].
Il senso analogico. Possiamo vedere certe realtà e certi avvenimenti nel loro significato eterno, che ci conduce verso la nostra Patria. Così la Chiesa sulla terra è segno della Gerusalemme celeste [Ap 21,1-22,5].
 
Un consiglio
 
Sono persuaso che non si debba mai aprire la Bibbia a caso o saltando da un testo all’altro. Occorre scegliere un Libro, facendosi magari consigliare dal proprio Parroco o da persona idonea e terminalo prima di passare a un altro.
 
Procedendo nella scoperta delle pagine sacre si toccherà con mano l’amore e la fedeltà di Dio nei confronti dell’uomo, e sgorgherà dal cuore dell’uomo la risposta d’amore verso il Padre.
 
Che il Libro Sacro illumini il nostro cammino e ispiri le nostre decisioni.
 

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