Aperuit illis
Domenica della Parola di Dio

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Con la lettera apostolica Aperuit illis firmata il 30 settembre, il Santo Padre Francesco ha istituito la domenica della Parola di Dio, da celebrarsi la terza domenica del tempo ordinario. Il suo scopo è che tutti comprendiamo l'inesauribile ricchezza che contiene la Parola di Dio. Il Papa parte dall'incontro del Risorto con i discepoli di Emmaus nel pomeriggio di Pasqua, come narra Luca nel capitolo 24 del suo Vangelo (24,13). E’ noto il dialogo lungo la vita, la cena eucaristica all'arrivo a Emmaus e la misteriosa scomparsa del Signore, che ha arrecato grande nostalgia nei due viandanti che si chiesero: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?». (Lc 24,32).
 
Le Sacre Scritture, ha detto il Concilio Vaticano II, dovrebbero essere la prima fonte della nostra preghiera e della nostra meditazione, nonché l'ispirazione dell'esistenza cristiana. C'è chi le si avvicina per pura curiosità intellettuale, perché è un testo antico, pieno di saggezza religiosa, di valori morali e di poesia.
La Bibbia fu il primo libro stampato da Gutenberg nel 1450, il più stampato negli ultimi cinquecento anni, il più letto e più influente nella cultura occidentale.
 
Ci sono altre persone che sono convinte che la Bibbia contenga la Parola vivente di Dio in quanto è un insieme di libri ispirati, scritti dai rispettivi autori, ma con l'intervento diretto di Dio. In realtà, sono libri molto umani, e allo stesso tempo divini, che ci parlano e rivelano il significato della vita e della morte.

La Sacra Scrittura ci rivela, soprattutto, l'amore di Dio. Sant'Agostino scrisse che se tutte le Bibbie nel mondo scomparissero e solo una copia, e solo una pagina potesse essere letta, e di questa pagina solo una riga fosse ancora leggibile, e se codesta riga fosse quella della prima lettera di San Giovanni in cui è scritto: "Dio è amore", l'intera Bibbia sarebbe stata salvata, perché quelle tre parole sono il suo miglior riassunto.
 
Questo spiega perché ci sono persone semplici, senza cultura, che trovano nella Bibbia, specialmente nel Nuovo Testamento, risposte vere, conforto, forza, luce, vita e speranza. Imparano anche a conoscere e ad amare Gesù Cristo. Solo chi è ben noto è amato. Ameremo veramente Gesù e saremo nel desiderio di conoscerlo e di incontrarlo, se ci lasceremo affascinare dalla sua vita, se lo conosceremo veramente attraverso la lettura regolare del Vangelo.
 
"Ignorare le Scritture è ignorare Cristo", dice San Girolamo, poiché in lui è racchiusa la "sublimità della conoscenza di Cristo Gesù", dice San Paolo (Fil 3,8). San Girolamo dice anche che la lettura della Parola di Dio deve essere fatta in un clima di pietà, di religiosità e preghiera, in un clima di ascolto di coloro che ci parlano attraverso la Sua Parola e che attendono la nostra risposta in un dialogo caldo e amorevole.

La lettura del Vangelo deve essere fatta anche con un atteggiamento di conversione, di umiltà e di povertà, pronti a confrontare il messaggio luminoso di Gesù con la nostra stessa vita, con le sue carenze, le sue miserie e la sua codardia, pronti a far penetrare la testimonianza e la luce di Gesù in quelle aree del nostro cuore che non gli appartengono, che non sono state salvate dalla sua grazia, perché sono piene di attaccamenti, legami e sentimenti contrari al Vangelo.
 
«La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio» (Eb 4,12). Essa «ha il potere di edificare e di concedere l'eredità con tutti i santificati», dice San Paolo nel libro degli Atti (20,32). La Parola di Dio «è utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona» (2Tim 3, 16-17). Ma la sua efficacia è condizionata dal fatto che ci lasciamo modellare e trasformare da essa. Solo con un atteggiamento profondo e vivo di conversione la lettura quotidiana del Vangelo ci aiuterà a trovare il vero asse della nostra vita che è il Signore.

Gesù è con noi nell'Eucaristia e nella sua Parola. Nell'Eucaristia è presente come cibo e nella Parola come luce e verità. E la Parola ha qualche vantaggio sull'Eucaristia poiché la comunione non può essere fatta da quelli che non credono e non si trovano in uno stato di grazia. Invece alla Parola di Dio tutti possono si possono accostare, credenti e non credenti, praticanti e non praticanti … Inoltre, per diventare credenti, il mezzo più normale è proprio quello di ascoltare la Parola di Dio.


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