Amoris lætitia - Capitolo 3°
Lo sguardo rivolto a Gesù:
La vocazione della famiglia

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Nel terzo capitolo dell’Esortazione apostolica post Sinodale Amoris laetitia Papa Francesco espone alcune verità fondamentali sul matrimonio e la famiglia alla luce del Vangelo. Il Santo Padre ricapitola il percorso del “vangelo della famiglia” partendo dalle sue radici bibliche e leggendolo nell’evoluzione del magistero dal Concilio Vaticano II fino all’enciclica “Deus Caritas”. È interessante la chiave di lettura attraverso cui è fatto questo excursus: coerentemente con quanto affermato nel capitolo secondo, il Papa si preoccupa innanzitutto di valorizzare la bellezza dell’insegnamento cristiano, sottolineando appunto che esso è un “Vangelo”, cioè una buona notizia, “ciò che è più bello, più grande, più attraente e nello stesso tempo più necessario” (58).
 
E la buona notizia è questa: il matrimonio è per i cristiani la via ordinaria dell’amore, addirittura si fonda nel mistero della stessa Trinità “infatti non si può comprendere il mistero della famiglia cristiana se non alla luce dell’amore del Padre” (59). Dunque non solo il matrimonio è un’esperienza mistica: nel loro darsi e riceversi i coniugi fanno un’esperienza autentica dell’amore trinitario, comprendono veramente e autenticamente Dio! “(Cristo) assume l’amore umano, lo purifica, lo porta a pienezza (…) In questo modo gli sposi sono come consacrati” (67).
 
La novità nella Esortazione del Santo Padre consiste nella proclamazione di queste verità nel quadro proprio di quello che rappresenta il cuore della nostra fede, cioè: l'amore infinito di Dio per gli uomini, ragione delll’incarnazione del Figlio eterno di Dio, della sua morte e risurrezione per la nostra salvezza. Quello che potremmo chiamare novità dell'insegnamento del Papa consiste nel fatto che il suo insegnamento sul matrimonio e la famiglia si ispiri e riceva una nuova e intensa luce dall’ "annuncio di amore e di tenerezza" di Dio che è il messaggio principale del Vangelo. Questo messaggio centrale fa sì che la predicazione della Chiesa non venga convertita in "mera difesa di una dottrina fredda e senza vita" (59). Il matrimonio e la famiglia come Dio vuole sono un altro esempio di amore di Dio per gli uomini.
 
È in questo contesto il luogo dove si fa sintesi della dottrina della Chiesa su entrambi gli argomenti. Il Papa, accolgiendo i numerosi contributi dei due Sinodi dei Vescovi sulla famiglia, rivela lo "sguardo" di Gesù sul matrimonio e la famiglia; in altre parole, mostra come Gesù vede queste due realtà fondamentali per gli uomini. L’esposizione del Papa fa costante riferimento e si abbevera – per così dire - ai grandi documenti del recente insegnamento magisteriale: il Concilio Vaticano II, il Catechismo della Chiesa cattolica, l'Esortazione Apostolica Familiaris Consortio di Giovanni Paolo II.

 In primo luogo, il Papa Francesco presenta il martrimonio e la famiglia come dono, come un dono del Signore, come qualcosa di buono quindi per l'uomo, qualcosa di cui è necessario prendersi cura al fine di tutelarlo e promuovere con cura. Il matrimonio e la famiglia, come Dio li vede e li desidera, sono quindi una buona cosa e un bene per l'uomo. Si tratta, a mio avviso, di una dichiarazione fondamentale. Dio ha istituito e donato matrimonio e la famiglia gli uomini perché costituiscono un bene di prim’ordine per loro.
 
Seguendo la dottrina del Concilio, il matrimonio, nel suo essere più autentico, è definito da Papa Francesco come comunità di vita e di amore tra un uomo e una donna; comunità che coinvolge il reciproco dono di sé, include e integra la dimensione sessuale e affettiva secondo il piano del Signore (cfr. 67). Questa comunione di vita e di amore Dio nostro Signore la ha voluta indissolubile (cfr. 62). Il matrimonio e la famiglia sono, quindi un "patto di amore e di fedeltà"; questo è il "principio che dà forma a ogni famiglia." Senza questo legame indissolubile, matrimonio e famiglia rimangono come "deformati" e denaturati.
 
 Il matrimonio, comunione di vita tra l'uomo e la donna, uniti con un vincolo intimo e indissolubile, è per sua stessa natura aperta alla vita giacché la sessualità umana "è ordinata all'amore coniugale dell'uomo e della donna" (80). La sessualità è, quindi, nel matrimonio il luogo del suo esercizio legittimo; l'unione matrimoniale, a sua volta, è predisposta alla generazione per suo proprio carattere naturale, in modo che nessun atto genitale degli sposi possa negare questo significato (cfr. 68). Non dobbiamo dimenticare a questo punto che se l'amore coniugale è ordinato alla trasmissione della vita, questo, a sua volta, è anche ordinato all'amore coniugale (cfr 81), in modo che la trasmissione della vita sia chiamata ad accrescere e fomentare l'amore tra i coniugi. Amore coniugale e generazione sono talmente legati che la generazione non può essere considerata come una singola variabile che possa entrare o no nei progetti indivisuali dei coniugi.
 
I bambini, come dice il Papa, sono "il frutto dell'atto specifico dell'amore coniugale dei genitori" (81). Essi costituiscono un dono, un regalo da ricevere e apprezzare, non un diritto dei genitori. Il diritto del bambino alla vita è inalienabile, sottolinea Papa Francesco e decidere della vita din un bambino non può essere inteso come un diritto sul proprio corpo. Pertanto, l'Esortazione ricorda a coloro che operano nel mondo sanitario non solo il diritto, ma l'obbligo morale dell’obiezione di coscienza (83).
 

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