A proposito di Euro-parlamento

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A proposito
di Euro-parlamento
 
 

E’ andata come è andata.
E ognuno continuerà a dire la sua.
La vecchia Europa ha il suo Parlamento eletto dai cittadini. Pochi in verità stante l'alta percentiale di astensionisti. Ma queste sono le regole della deomcorazia.
Tra l’Europa e i cittadini il gap è assai largo.
Sono persuaso che fino a quando l’Europa non diventerà una vera Confederazione in cui prevarranno gli interessi dei singoli Stati in relazione al bene comune, cioè quello della Confederazione la distanza tra con i cittadini resterà sempre abissale e l’interesse e la passione “europea” assai scarsi. 
 
   Una Carta Costituzionale vera e propria che non deve essere “limata” a vantaggio del singolo paese;
   Un esercito europeo;
   Una vera politica estera europea;
   Una vera economia (non solo l’uso della moneta!) europea;
   Un vero welfare comunitario teso a eliminare le diseguaglianze sociali ed economiche fra i cittadini europei, aiutando in particolar modo i ceti meno abbienti;
   Una comune tutela delle coste dell’Europa non dei singoli Stati.
 
Un modello ... Stati Uniti ... d’Europa? Personalmente non mi dispiacerebbe.
Anche se mi rendo conto che è sempre più facile costruire dal nulla che riadattare il già esistente.
 
Ma riflettendo sugli ambiti che mi appassionano di più credo che l’Europa sarà a tre condizioni:
1.     La propria identità. L’Europa ha bisogno di essere fedele alle proprie radici, alla propria storia, alla propria tradizione, all’anima dei propri valori umani e cristiani che l’hanno forgiata nel corso dei secoli
2.     Non si può – lo accennavamo – costruire l’Europa solamente a livello di “mercato” a due o tre velocità. La priorità va data alla solidarietà, alla onestà, alla giustizia sociale, alla promozione dei diritti della persona.
3.     Infine occorre promuovere, così come accade nei singoli Paesi meccanismi che rendano più reale, più partecipativa, più visibile e più diretta la stessa democrazia, al fine di accorciare la distanza - che sembra, al contrario sempre maggiore – tra governanti/politici e cittadini.
 
Comunque a tutto il nuovo Europarlamento e a tutti i neo euro-Deputati l’augurio di buon lavoro, possibilmente al vero servizio del bene comune e della Casa comune.