14 domenica per annum
Orientamenti per il buon evangelizzatore

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Dal Vangelo secondo Luca 10,1-12
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe. Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio»
 

Luca riporta nel suo Vangelo un importante discorso di Gesù, non indirizzato ai Dodici, anche se strettamente legato all’invio degli Apostoli che Gesù aveva compiuto in Lc 9,1-6, ma un altro numeroso gruppo di discepoli che inviò a collaborare con lui nel suo progetto del Regno di Dio. Ed è solo Luca a narrare il mandato missionario ai Settantadue.
L'iniziativa della chiamata e dell'invio è del Signore. Le parole di Gesù costituiscono una sorta di lettera fondativa in cui i suoi seguaci devono attingere gli orientamenti per il loro compito evangelizzatore.
 
Gesù spiegò con dovizia di particolari lo stile del discepolo inviato da lui, e da lui totalmente dipendente. Ciò che stupisce è che Gesù non chiese ai Settantadue di compiere grandi cose, ma di vivere umanamente i rapporti, infondendo in tutti la fiducia e la speranza che è possibile far germinare i Regno Dio nelle nostre vite.
E occorre ammettere in spirito di verità che dopo venti secoli di cristianesimo è difficile ascoltare le istruzioni di Gesù senza arrossire.
 
Disse Gesù:
 
« Andate»
Anche se lo dimentichiamo speso, la Chiesa è segnata dal mandato di Gesù. Il miglior desiderio originale Gesù risponde all'immagine di un movimento profetico che cammina attraverso la storia secondo la logica dell’invio: uscendo da se stessa, interessata agli altri, a servizio della Buona Novella di Dio. La Chiesa non è per se stessa, ma per l'umanità.
Ecco perché oggi è molto pericolosa la tentazione di ripiegarsi sui propri interessi, il proprio passato, le proprie acquisizioni dottrinali, i propri usi e costumi. Ancora di più, se lo si fa rafforzando la nostra relazione con il mondo. Cos'è una Chiesa rigida, stagnante, chiusa in se stessa, senza profeti di Gesù o portatori del Vangelo?
 
«Quando entrerete in una città … curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio»
Questa è la grande notizia: Dio è vicino a noi incoraggiandoci a rendere la vita più umana. Ma non è sufficiente affermare una verità in modo che sia attraente e desiderabile. Abbiamo bisogno di rivedere le nostre prestazioni: che cosa può condurre oggi le persone al vangelo di Gesù? Come possono captare Dio come qualcosa di nuovo e di buono?
Forse alla nostra vita cristiana manca un po’ d'amore e non riusciamo ad arrivare al cuore dell'uomo e della donna di oggi. Dobbiamo imparare ad ascoltare di più e accogliere meglio, curando la vita di coloro che soffrono ... Solo così troveremo parole umili e buone che sappiano condurre a Gesù, la cui tenerezza insondabile pone in contatto con Dio, il Padre amorevole verso tutti.
 
«In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa»
La pace è il primo segno del regno di Dio. La Buona Novella di Gesù si comunica con totale rispetto, con atteggiamento amichevole e fraterno, diffondendo la pace. Quando nelle prime comunità cristiane si parlava di pace, non pensava prima di tutto ad una vita più tranquilla e meno problematica che si dipanava in un certo ordine lungo percorsi di maggiore progresso e benessere. All'origine di ogni pace individuale o sociale vi era la convinzione che tutti sono accettati da Dio nonostante i propri errori e le contraddizioni. Tutti posso vivere riconciliati e in amicizia con lui. Questa è la prima e decisiva verità: «Siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo» (Rm 5, 1).
Questa pace non è solo l'assenza di conflitti, ma una vita più piena che nasce dalla totale fiducia in Dio e tocca il centro stesso della persona. Questa pace non dipende solo da circostanze esterne. È una pace che scaturisce dal cuore, che gradualmente conquista l'intera persona e da essa si estende agli altri.

 
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