Amoris lætitia - Capitolo 4°
L’amore nel matrimonio

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Il capitolo IV dell'Esortazione Apostolica post Sinodale Amoris laetitia è il più ampio di tutto il documento, il che evidenzia già l'importanza che il Santo Padre vi attribuisce. Papa Francesco ha definito come centrali i capitoli 4 e 5 (“i due capitoli centrali”), non solo in senso geografico, ma per il loro contenuto. Papa Francesco inizia il capitolo così: «Tutto quanto è stato detto non è sufficiente a esprimere il   vangelo del    matrimonio e della famiglia se non ci soffermiamo in modo specifico a parlare dell’amore». E continua: “Non potremo incoraggiare un cammino di fedeltà e di reciproca donazione se non stimoliamo la crescita, il consolidamento e l’approfondimento dell’amore coniugale e familiare” (89).
Se posso esprimere un invito auspico che tutti coloro che si preparano al matrimonio, coloro che lo hanno contratto più o meno recente, e coloro che hanno trascorso molti anni da allora, a rileggere spesso questo quarto capitolo. Sono sicuro che sarà una grande preparazione per il matrimonio, contribuirà senza dubbio a mantenere vivo e giovane l’amore degli sposi e lo aiuterà perché si copncfetizzi in mille gesti che sono l'espressione della sua giusta maturità.
 
Il capitolo è suddiviso in quattro sezioni. Nel primo il Papa precisa in dettaglio alcune delle qualità che deve avere ogni vero amore coniugale. Lo fa applicando a codesta concreta modalità dell’amore – l’amore degli sposi – le caratteristiche che sencodo san Paolo definiscono ogni amore vero. Il risultato ci permette di avere un particolarmente bello e attraente ideale per gli sposi. Dinanzi alla impossibilità di riassumere in poche righe il ricco contenuto di questa sezione, sottolineerò solo quello che il Papa dice in merito alla pazienza che dovrebbe caratterizzare l'amore coniugale.
 
Questo deve saper dominare i primi impulsi che portano all’insulto che eviterà l’aggresione frutto dell’ira e combatterà l'amarezza che si potrebbe insinuare nei rapporti tra coniugi. Un amore paziente è visto particolarmente necessario quando l'altra persona non è perfetta e allorquando le relazioni reciproche non siano celestiali; o quando si sperimenta il desiderio, quasi violento, di sottoporre l’altro alla propria volontà o sic ede alla inclinazione di mettersi al centro e girare far girare tutto intorno al nostro capriccio. Pazienza necessaria per padroneggiare le reazioni di aggressivoità o di ira, tipicche delle persone che non possono controllare i loro impulsi, non rispettano le legittime differenze nel modo di pensare o di agire, o non supportano che l'altro non sisottometta alla dispotica volontà personale (cfr 91-92).
 
Nella seconda sezione del capitolo si invita ad accrescere senza interruzioni l'amore martirmoniale perché i coniugi percepiscono la distanza tra la realtà e l’ideale che sono chiamati a incarnare: l'unione tra Cristo e la Chiesa, di cui il matrimonio cristiano è segno. Per questo il Papa dice che il matrimonio quale segno implica «un processo dinamico, che avanza gradualmente con la progressiva integrazione dei doni di Dio» (122). Chiamati a crescere, a maturare, superando le sfide della assuefazione e della fatica: le tentazioni esterne, i segnali che lasciano dietro di più ancora nelle anime che nei loro corpi. Si contrastano questi pericoli, dice il Papa, non tanto con discorsi sugli obblighi derivanti dal matrimonio, ma "corrspondendo soltanto alla grazia divina mediante più atti di amore, con atti di affetto più frequenti, più intensi, più generosi, più teneri, più allegri. fortificandolo grazie ad una crescita costante sotto l’impulso della grazia" (134), perché "l’amore che non cresce inizia a correre rischi" (ibid).
 
Tra i gesti e gli atteggiamenti che devono essere coltivati ​​per far maturare l'amore sono quelli riassunti in tre parole chiave cui Papa Francesco allude spesso: permesso, grazie, scusa (133).
L'istituzione stessa del matrimonio è al servizio della maturazione e della crescita dell’amore coniugale. “L’unione trova in tale istituzione il modo di incanalare la sua stabilità e la sua crescita reale e concreta. come incanalare la sua stabilità e la sua crescita reale e concreto" e mostra la sua rilevanza pubblica” (131). Il matrimonio è molto più di un "di più di una mera associazione spontanea per la mutua gratificazione" (131), che equivarrebbe a privatizzarlo. Il matrimonio contratto davantoi alla comunità, con gli impegni che ne derivano è, infatti, una manifestazione data incondizionatamente e senza riserve.

 

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