«Lo Spirito di verità»

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È la sesta domenica di Pasqua. Il Vangelo narra che Gesù si stava congedando dai suoi discepoli. Li vedeva tristi e sconsolati. Ben presto non lo avrebbero più avuto in mezzo a loro. Chi avrebbe riempito quel vuoto? Finora era stato lui a prendersi cura di loro; li aveva difesi dagli scribi e dai farisei; aveva sostenuto la loro fede debole e vacillante; aveva fatto loro scoprire la verità di Dio e li aveva avviati verso suo progetto umanizzante.
 
Il vuoto lasciato dalla morte di Gesù sarebbe stata colmata dalla presenza viva dello Spirito del Risorto. Lo Spirito del Signore avrebbe riempito la vita del credente. Lo «Spirito della verità» avrebbe insegnato l'arte di vivere nella verità.
 
Gesù parlò ai suoi discepoli con passione dello Spirito di Dio. Non intendeva minimamente lasciarli orfani. Egli avrebbe chiesto al Padre di non abbandonarli e di dare loro «un altro Paràclito perché rimanesse” con loro «per sempre”. E il Maestro lo chiamò «lo Spirito della verità».

Questo «Spirito della verità» non deve essere confuso con una dottrina. E' qualcosa di molto più profondo. Gesù disse: «egli rimarrà presso di voi e sarà in voi». E' il respiro, la forza, la luce, l'amore che viene dal mistero ultimo di Dio.
 
Questo «Spirito della verità» non ci renderà "proprietari" della verità. Non verrà perché imponiamo ad altri la nostra fede o per controllarne la sua ortodossia. Verrà per non lasciarci orfani di Gesù e ci inviterà ad aprirci alla verità, ascoltando, accogliendo e vivendo il Vangelo.
 
Questo «Spirito della verità» non renderà noi "custodi" della verità, ma testimoni. Il nostro impegno non sarà quello di combattere né sconfiggere i nostri avversari, ma sarà quello di vivere la verità del Vangelo e amare Gesù e osservare i suoi comandamenti".
 
Questo «Spirito della verità» è dentro ognuno di noi e ci difende contro tutto ciò che ci può separare da Gesù. Ci invita ad aprirci semplicemente al mistero di un Dio amante della vita. Chi cerca questo Dio con onestà e verità non è lontano da Lui. Gesù aveva detto: «Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».
 
Questo «Spirito della verità» ci invita a vivere nella verità di Gesù in mezzo a una società in cui spesso la menzogna si chiama strategia; lo sfruttamento si chiama impresa; l'irresponsabilità diventa tolleranza; l’ingiustizia, si chiama ordine stabilito; l’arbitrarietà si traduce in libertà; la mancanza di rispetto diventa improvvisamente sincerità ...
 
Quando vive questa esperienza dello «Spirito della verità» il credente scopre che essere cristiani non è un peso che opprime e che tormenta la coscienza, ma è lasciarsi guidare dall'amore creatore dello Spirito che abita in noi e fa vivere con una spontaneità che nasce dall’amore. Una spontaneità in cui si rinuncia ai propri interessi egoistici e ci si affidata alla gioia dello Spirito. Una spontaneità che è la rigenerazione, rinascita e ri-orientamento continuo verso la verità di Dio.
 
Il cristiano perderebbe il suo senso e il cristianesimo la sua efficacia se perdessero lo «Spirito della verità». Chi potrebbe salvarci dall’auto-inganno, dalle deviazioni e dalla mediocrità diffusa? Chi annuncerebbe la Buona Novella di Gesù in una società molto bisogna di incoraggiamento e di speranza?

Sotto l'impulso creativo e gioioso dello «Spirito della verità» il cristiano imparerà l'arte di vivere con Dio e per Dio.