Ripartire dai giovani! E' possibile?

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Ripartire dai giovani!
E’ possibile?

Il messaggio del Papa per la Giornata Mondiale della Gioventù del 2011 ha attirato la mia attenzione sulla pastorale giovanile. Ieri sera ho parlato a lungo con un sacerdote “giuseppino del Murialdo”, familgia religiosa che della pastorale giovanile ha fatto e fa il proprio principale carisma.
Si parla tanto di giovani. I sociologiversano periodicamente fiumi di inchiostro sul tema. E la Chiesa, non da meno, si interroga preoccupata sull’avvenire e sul domani prossimo dei giovani.
Con il confratello “giuseppino” ci chiedevamo: cosa cercano quei giovani? quali progetti coltivano per il loro futuro? quale il loro rapporto con il sacro? con la Chiesa? con Dio?
Ho trovato una risposta nella meditazione della sera ripensando a un intervento di papa Benedetto:: “Cosa dire poi del fatto che nell’attuale società consumistica, il guadagno e il successo sono diventati i nuovi idoli di fronte ai quali tanti si prostrano? La conseguenza è che si è portati a dar valore solo a chi – come si suol dire – “ha fatto fortuna” ed ha una sua “notorietà”, non certo a chi con la vita deve faticosamente combattere ogni giorno. Il possesso dei beni materiali e l’applauso della gente hanno sostituito quel lavorio su se stessi che serve a temprare lo spirito e a formare una personalità autentica. Si rischia di essere superficiali, di percorrere pericolose scorciatoie alla ricerca del successo, consegnando così la vita ad esperienze che suscitano soddisfazioni immediate, ma sono in se stesse precarie e fallaci. Cresce la tendenza all’individualismo, e quando ci si concentra solo su se stessi si diventa inevitabilmente fragili; viene meno la pazienza dell’ascolto, fase indispensabile per capire l’altro e lavorare insieme”.
Riflettendo poi sul rapporto giovani/Chiesa; giovani/Dio mi è capitato tra le mani un recente rapporto che ha esaminato il cambio di paradigma della gioventù in relazione alle istituzioni.
Ebbene, tale studio che stimo serio per la serietà delle persone che l’hanno condotto,conferma il sospetto di tanti teologi pastoralisti e catecheti: “i giovani, inclusi i giovani cattolici, pensano che la Chiesa non è necessaria per credere in Dio, giacché Dio e la relazione dell’uomo con Lui – la religione – sono al di sopra della Chiesa e dei suoi riti”.
Credo sia in questa sintetica, ma fotografica immagine il crollo della presenza giovanile nelle nostre comunità parrocchiali e l’impraticabilità di una catechesi adatta a loro.
E’ ancora il Papa che argomenta su questi temi additando ai giovani “una fede sincera e profonda, che diventi sostanza della vostra vita. Quando si smarrisce il senso della presenza e della realtà di Dio, tutto si “appiattisce” e si riduce ad una sola dimensione. Tutto resta “schiacciato” sul piano materiale. Quando ogni cosa viene considerata soltanto per la sua utilità, non si coglie più l’essenza di ciò che ci circonda, e soprattutto delle persone che incontriamo. Smarrito il mistero di Dio, sparisce anche il mistero di tutto ciò che esiste: le cose e le persone mi interessano nella misura in cui soddisfano i miei bisogni, non per sé stesse. Tutto ciò costituisce un fatto culturale, che si respira fin dalla nascita e che produce effetti interiori permanenti. La fede, in questo senso, prima di essere una credenza religiosa, è un modo di vedere la realtà, un modo di pensare, una sensibilità interiore che arricchisce l’essere umano come tale. Ebbene, cari amici, Cristo è anche in questo il Maestro, perché ha condiviso in tutto la nostra umanità ed è contemporaneo all’uomo di ogni epoca. Questa realtà tipicamente cristiana è una grazia stupenda! Stando con Gesù, frequentandoLo come un amico nel Vangelo e nei Sacramenti, voi potete imparare, in modo nuovo, ciò che la società spesso non è più in grado di darvi, cioè il senso religioso. E proprio perché è una cosa nuova, scoprirla è meraviglioso”.
Vorrei chiedere ai sociologi e ai colleghi pastoralisti: potremmo indulgere su una indagine al fine di individuare qualche proposta concreta per ripartire dai giovani?